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14.09.2018

Il sogno di Brescia: «Capitale della cultura»

Un momento dle dibattito che si è tenuto a Cascina Maggia tra Mantova e Brescia
Un momento dle dibattito che si è tenuto a Cascina Maggia tra Mantova e Brescia

Brescia capitale della cultura 2022? Possibile, «non con grandi consulenti, ma solo se il progetto avrà un anima». Parola di Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, che nel 2016 visse l’esperienza della propria città come capitale della cultura e che ieri, ospite della Festa popolare di scena alla Cascina Maggia, ha parlato della propria esperienza e ha dato alcune «dritte» a Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Brescia e una delle prime promotrici della candidatura della Leonessa per la capitale del 2022. «Non pensate alla capitale della cultura, ma come volete la città tra vent’anni – ha sintetizzato Palazzi -: servono investimenti sulle opere pubbliche e sull’aspetto urbanistico delle città per lavorare sul futuro della cultura». «Oggi ci sono tutte le condizioni perché la città diventi capitale della cultura, tanto che abbiamo inserito il progetto nelle linee programmatiche – ha ricordato Castelletti -. Dobbiamo costruire un percorso con tutta la città». Palazzi e Castelletti si sono confrontati alla Cascina Maggia, in occasione della prima delle tre giornate della Festa popolare, promossa dalle cooperative sociali La rete, Colibrì, Zeroventi, La vela e ArticoloUno. Stimolati da tre giornalisti (Gian Paolo Laffranchi di Bresciaoggi, Giovanna Capretti del Giornale di Brescia e Thomas Bendinelli del Corriere della Sera), i rappresentanti di Brescia e Mantova si sono confrontati sulla cultura in tutti i suoi aspetti: tra punti deboli - «Il marchio del sito Unesco è stato poco sfruttato, vogliamo rilanciarlo», ha ammesso Castelletti – e nuove opportunità, come il rinnovato mecenatismo degli industriali bresciani, «che hanno permesso il restauro e il futuro riposizionamento della Vittoria alata», ha sottolineato la vicesindaco. Palazzi ha confermato la volontà di collaborare con Brescia, anche per una nuova immagine della Leonessa: «Il lavoro degli ultimi anni è propedeutico al futuro della città: prima guardavamo solo a Verona, oggi anche a Brescia – ha spiegato il primo cittadino di Mantova -. Noi, da capitale della cultura, abbiamo cercato soprattutto l’internazionalizzazione: Palazzo Tè ne ha beneficiato, anche con un investimento di oltre tre milioni di euro». DA CAPITALE italiana della cultura, Mantova ha catalizzato molti investimenti: «I grandi sponsor sono andati via dopo l’evento, ma si è mantenuto il livello di sponsorizzazione della città e abbiamo lavorato intorno alla dimensione dell’orgoglio: la sfida è la ridefinizione dello spazio pubblico». Anche Brescia vuole lavorare nella stessa direzione, come ha confermato la vicesindaco: «Abbiamo fatto un grandissimo lavoro – ha ricordato -. C’è un percorso ancora in corso: il progetto del Castello è appena partito, il Parco archeologico non è ancora finito, così come la Pinacoteca». Senza dimenticare «Oltre la strada», tassello fondamentale per la candidatura a capitale italiana della cultura, perché «ci siamo subito focalizzati sulla cultura del lavoro: in via Milano sorgeranno il Teatro Ideal e il Musil», ha spiegato Castelletti, che ha anche svelato un sogno: «Una biblioteca nel centro della città, oltre alla Queriniana». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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