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08.02.2018

Il vescovo in
Broletto: «I politici
siano esempio»

Jacopo Manessi Sul grande tabellone luminoso, nella sala consigliare del Broletto, campeggia un nome insolito: «mons. Tremolada». A presiedere simbolicamente il consiglio provinciale, per una volta, c'era infatti il vescovo di Brescia, protagonista ieri pomeriggio di un incontro con una delegazione di amministratori locali nella sede cittadina della Provincia. Nel programma dei lavori tanta carne al fuoco, temi della quotidianità, ostacoli da affrontare nella vita amministrativa e non. E un nodo su tutti: quello dei giovani. Tra lavoro, integrazione e socialità. «Non vogliamo lasciare soli i ragazzi – introduce il presidente provinciale Pier Luigi Mottinelli –: sono la nostra grande sfida e hanno bisogno di esempi virtuosi». Una palla raccolta al balzo dal vescovo Pierantonio Tremolada. «A ottobre si celebrerà a Roma il sinodo sui giovani, voluto da Papa Francesco – spiega –: un evento importante, che servirà per confrontarsi su quale possa essere l'esperienza di ascolto dei giovani in questo particolare periodo. In quell'occasione dovremo portare il frutto di quell'ascolto, e non solo ciò che ognuno di noi pensa sull'argomento». La rotta è quindi tracciata. «La nostra Diocesi ha intrapreso un percorso di confronto con i ragazzi. Serve avviare un dialogo anche con gli amici che non sono vicini alla realtà cristiana, e che magari appartengono ad altre religioni – invita Tremolada –. Quindi dovrete portarci il frutto di questo confronto. E chiedervi sempre: cosa ritenete di poter offrire alla nostra società? Su questo punto ci piacerebbe aprire un ulteriore dibattito per condividere considerazioni e riflessioni in ordine al bene che possiamo promuovere per i nostri giovani». SECONDO il vescovo di Brescia, il compito di fare in modo che «il mondo di oggi e di domani diventi il migliore possibile» accomuna, quindi, almeno un paio di generazioni adulte. E per corollario anche gli attuali amministratori, a cui va un ulteriore sprone: «Dove vi sono persone che accettano incarichi di grande responsabilità, c'è anche un'esposizione personale. Motivo per cui ciascuno dovrà chiedere a se stesso il meglio delle proprie capacità». Parole che hanno trovato terreno fertile negli interventi dei presenti, tra cui anche il sindaco di Palazzolo e presidente dell'Associazione Comuni Bresciani, Gabriele Zanni, l'assessore alla Mobilità del Comune di Brescia Federico Manzoni e il presidente di gabinetto della Provincia Ambrogio Paiardi, a fianco di don Marco Mori, a capo dell'Ufficio Oratori di Brescia. Proprio sulla necessità di recuperare la dimensione dello stare insieme nell'oratorio ha insistito il vice sindaco di Mairano Filippo Ferrari, sottolineando il ruolo negativo rivestito nella socialità dagli smartphone e dal loro utilizzo sempre più esteso. Indicazioni interessanti anche dal consigliere provinciale e capogruppo Pd in Loggia Fabio Capra, che indicato nell'esperienza della Civitas di monsignor Francesco Beschi – durante il post Tangentopoli –, un modello per riavvicinare i giovani alla politica. Mentre Diego Peli si è concentrato sul problema dell'evasione scolastica. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Jacopo Manessi
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