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21.02.2019

Il «villaggio»
fantasma che
aspetta gli inquilini

E’ una sorta di mini villaggio fantasma. Tapparelle abbassate, porte sbarrate, erbacce che crescono incontrollate nei fazzoletti di verde tra le case e la strada, nemmeno un’anima in giro. Siamo in via Zappa, tra San Polo e Sanpolino. Poco più avanti il centro Pampuri ha ripreso vita, si gioca a calcio alla luce dei lampioni. Oltre il Pampuri i lavori dello stadio dell’atletica leggera sono da poco ripresi: la rescissione del contratto con la società che aveva vinto l’appalto ma si era dimostrata inabile a portarli avanti hanno frenato i cantieri. Ad una sorte simile è andata incontro la comunità alloggio di via Zappa. Piccoli appartamenti destinati a persone anziane ma autosufficienti che hanno bisogno di un tetto. Quelli verso il Pampuri sono abitati da diversi anni, ma sono la minoranza. Gli altri appartamenti più a ovest verso via Fiorentini - dai civici 12 al 30 e dal 72 all’80 - sono tutti vuoti e alcuni già aggrediti dal tempo e dall’incuria. Nonostante siano praticamente nuovi. Il Comune li gestisce attraverso Brescia Solidale, braccio della Loggia nel sociale, con sede poco lontano, nella nuova Arici Sega. Se l’assenza di manutenzione sta peggiorando lo stato degli immobili, c’è un problema a monte che ha tenuto lontano gli inquilini. Infiltrazioni d’acqua. GLI APPARTAMENTI e i posti letto insomma non sono mai stati assegnati perchè per il Comune l’impresa che li aveva realizzati non lo aveva fatto a regola d’arte. Tant’è che tra ditta e Loggia si è aperto un contenzioso legale. Sta di fatto comunque che a distanza di anni di edifici che farebbero comodo a chi non ha dove andare a dormire, che si potrebbero per lo meno usare per l’emergenza sfratti sono lì a marcire, disabitati. Uno spreco. Nella scorsa primavera il Comune aveva anche annunciato la realizzazione di una casa famiglia in via Zappa. Un investimento di quasi 900mila euro che avrebbe, tra l’altro, consentito di spostare lì un gruppo di anziani di Villa Palazzoli in via Sorda. Gli anziani vennero parcheggiati al Richiedei di Gussago in attesa di traslocare in via Zappa. Una sistemazione temporanea che però sta assomigliando ad una definitiva. I LAVORI della casa famiglia avrebbero dovuto partire nell’aprile scorso, ma non è accaduto. La Loggia fa sapere che inizieranno nei prossimi giorni, quindi con un anno di ritardo. Intanto le magagne strutturali delle casette e la mancanza di una soluzione da parte dell’amministrazione si combinano in questo piccolo villaggio fantasma che avrebbe dovuto rappresentare una risposta al bisogno di alloggi per anziani. Del destino di questi alloggi si parlò anche durante la scorsa consiliatura su impulso di alcune interrogazioni dell’opposizione. La Giunta allora rispose che era in corso un accertamento tecnico preventivo sullo stato degli immobili di via Zappa. A prescindere dalle colpe della ditta costruttrice, restano senza la manutenzione che verrebbe garantita se ci fossero gli inquilini. Poco lontano sorge il vecchio Arici Sega, la Rsa abbandonata dopo la costruzione della nuova sede. Lo stabile di San Polo è ora oggetto di un bando di valorizzazione, del tipo già usato per rilanciare immobili di notevoli dimensioni e di difficile appeal sul mercato delle vendite. Come il Mercato dei Grani in piazzale Arnaldo. Si tratta di affidare un immobile per alcuni anni a fronte di un canone, di una ristrutturazione e di un progetto di rilancio, in questo caso sociale. La precedente Giunta Paroli aveva tentato la via della vendita e poi della trasformazione in una ottantina di alloggi di edilizia residenziale pubblica, avvalendosi di fondi regionali. Ma senza successo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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