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03.01.2018

Immigrazione,
a Brescia
1.139 espulsioni

A sinistra  lo spacciatore algerino ripreso dalle telecamere di Striscia la Notizia in zona stazione
A sinistra lo spacciatore algerino ripreso dalle telecamere di Striscia la Notizia in zona stazione

Paola Buizza Era dal 2011 che l'algerino di 27 anni B.B. «ciondolava» da una provincia all'altra grazie a vari espedienti, per quattro anni garantito da un permesso di soggiorno regolare. Lo aveva ottenuto in qualità di lavoratore subordinato a Brescia, poi nel 2013 aveva chiesto il rinnovo alla questura di Cuneo. Nel 2015 il documento era scaduto, ma l’algerino non aveva più provveduto a rinnovarlo. Probabilmente il crimine gli dava comunque lavoro, soprattutto lo spaccio di sostanze stupefacenti. FINO AL GIORNO in cui Max Laudadio e la troupe di Striscia la Notizia l'hanno inquadrato durante il servizio sullo spaccio alla stazione ferroviaria di Brescia fornendo così lo strumento risolutivo che ha permesso alla Polizia della questura di Brescia di imbarcare il 27enne su un aereo diretto in Algeria. Con lui toccano quota 1.139 le espulsioni disposte dall’Ufficio Immigrazione di via Botticelli dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, di queste 261 con accompagnamento alla frontiera. In altri 110 casi le espulsioni sono avvenute con trattenimento al Cie, 689 con ordine del questore e 79 con partenza volontaria. Si tratta prevalentemente di cittadini marocchini, nigeriani, senegalesi, tunisini ed albanesi coinvolti in reati vari e gravi, dai furti in appartamento allo spaccio passando per la violenza e i maltrattamenti in famiglia. Un’attività impegnativa e non priva di difficoltà per gli uffici competenti, perché come dimostra il caso dell’algerino, per attuare l’accompagnamento coatto in frontiera è necessario disporre di un documento valido di riconoscimento per il cittadino da espellere e il documento deve essere rilasciato dalle autorità consolari del Paese d’origine dell’immigrato. Passaggio quest’ultimo spesso lungo se non addirittura ostacolato dalla poca collaborazione di alcune nazioni, con conseguenti limiti per l’operato della Polizia. L’eco mediatica sollevata dallo spaccio in pieno giorno alla stazione di Brescia - situazione già nota prima dell’arrivo delle telecamere nazionali - ha permesso ai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione di richiedere al consolato d’Algeria il rilascio del documento con procedura d’emergenza e il console generale, dopo la visione del filmato, non ha potuto far altro che accettare. EPPURE, BEN PRIMA di conquistare la «notorietà» mediatica B.B. si era distinto per la sua indole criminale. Nell’ottobre 2015, già sprovvisto di permesso di soggiorno, era stato fermato dalle forze dell’ordine per un controllo, terminato con l’emissione di un provvedimento di espulsione da parte del questore al quale il giovane non aveva dato seguito. L’algerino era quindi stato fermato più volte sempre dalla Polizia e dalla Locale per svariati reati in materia di spaccio di sostanze stupefacenti e contro il patrimonio e ogni volta, a seguito dei fermi, ulteriori provvedimenti di espulsione erano stati emessi a suo carico, ma lui l’Italia non l’aveva mai lasciata. Poi l’incontro l’8 dicembre con la troupe del tg satirico Striscia la Notizia e la proposta a Max Laudadio di acquistare droga da lui. Nulla di diverso da ciò che ogni giorno proponeva ai clienti più disparati, solo che quella volta ha incontrato la persona sbagliata. Il 16 dicembre l’algerino è stato scortato all’aeroporto di Roma Fiumicino da cui è stato rimpatriato in patria con un volo diretto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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