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14.09.2017

In 1.841 al test
per le professioni
sanitarie

Si sono presentati in 1.841 per 691 posti. E quasi tutti hanno Fisioterapia nel cuore. Su 2.095 domande di ammissione al test per le professioni sanitarie, ci sono state circa 250 defezioni, ma a fronte di una tendenza al calo a livello nazionale Brescia tiene, il numero dei candidati resta alto. L’anno scorso il test veniva prima di Medicina, e le rinunce sono state inferiori. Stavolta chi pensa di essersi piazzato bene nella prova dei medici avrà rinunciato a ripiegare su uno degli 11 corsi di laurea triennali attivati nelle sedi di Brescia, Cremona e Mantova (infermieristica pure a Esine e Desenzano). Vanno bene pure Dietistica, con 137 pretendenti a 13 posti e Ostetricia con 164 su 16. Infermieristica torna in ascesa, con 278 opzioni su 110 posti a Brescia e 32 su 30 a Esine. Nelle altre sedi, però, la domanda resta inferiore all’offerta, con 38 opzioni su 70 posti a Cremona, 24 su 60 a Desenzano, 41 su 75 a Mantova. Per il resto, confermano il loro appeal pure Tecnica della riabilitazione psichiatrica con 87 preferenze su 18, Tecniche di laboratorio biomedico con 62 su 28 e Tecniche di radiologia medica con 97 su 25. Come sempre l’assalto è agli 82 posti di Fisioterapia, peraltro diminuiti rispetto ai 90 dell’anno scorso. Ogni candidato al momento della domanda aveva a disposizione sei opzioni. Molti si sono limitati a scegliere quel corso in tutte e tre le sedi. Sui 32 posti di Brescia si contano ben 724 opzioni, 111 sui 25 posti di Cremona e 90 sugli altrettanti di Mantova. Qualcuno ci prova da anni, e spera sia la volta buona. Il test più facile dell’anno scorso per giudizio unanime, non aiuta. Significa solo che la selezione si farà a livelli alti. Al contrario di Medicina, la graduatoria non sarà nazionale. Tempo che una società terza corregga il test, e venerdì 22 settembre saranno pubblicate le graduatorie. I primi della lista avranno la soddisfazione di entrare nel corso di prima opzione, gli altri dovranno aspettare i posti lasciati liberi da chi si è piazzato prima. Il meccanismo degli scorrimenti andrà avanti fino a novembre, «quando le lezioni del primo trimestre saranno avviate da due o tre settimane», prevede Paolo Motta, presidente del corso di laurea in Infermieristica, che ha presieduto allo svolgimento del test.

LE DOMANDE erano sempre 60, di cui 20 di logica, 2 di cultura generale, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica. E non hanno impensierito quasi nessuno. Soprattutto per chi ha in tasca una maturità scientifica è stata una passeggiata. Ora il destino di ciascuno si giocherà sui decimali, ma tanti non sembrano disposti ad accettare corsi di ripiego. Il mantovano Federico Bassani ci prova da tre anni e «se mi va male anche stavolta mollo l’Italia che pone tanti limiti e me ne vado all’Università cattolica di Murcia, in Spagna», assicura. Federico Carrara, prova il test per la seconda volta, e lo trova «più facile». L’anno scorso non gli è andata bene. Ora «o ce la faccio o mi farò un altro anno di Scienze motorie, e tenterò tutti gli anni anche a rischio di trovarmi con due lauree», dice. Caterina Bellini è fresca di scientifico Leonardo, e «ho scelto Fisioterapia in tutte e tre le sedi». Pure per lei il piano B prevede Scienze motorie, ma prima deve trovare porte sbarrate a Dietistica, Radiologia e Riabilitazione psichiatrica, le altre sue scelte. Pure la piacentina Beatrice Periti punta tutto su Fisioterapia: «Se va male faccio Scienze motorie on line, che non serve neanche il test», ripete. La sua amica Sara Scaravella, invece, è un’eccezione. Pensa a Ostetricia, e nel caso anche a Infermieristica e Radiologia. Riccardo Marchiori viene da Villafranca, è già entrato in Infermieristica l’anno scorso, ma «continuo a tentare Fisioterapia – dice -, e se non entro neanche stavolta me ne vado a lavorare». Anna Margonari è di Monzambano e sogna un futuro da fisioterapista. È più vicina a Mantova, ma «sono pronta ad andare anche a Cremona e Brescia». Matteo Bozzoni di Pontevico fa già un lavoro informatico, tuttavia ha la «passione per l’ospedale» e «concorro per Radiologia e Fisioterapia». Il leit motiv continua con Sara Tarchini, che viene dal liceo delle Scienze umane e sa di essere svantaggiata rispetto agli scientifici, ma «quando ho scelto le superiori non avevo in mente Fisioterapia – ammette – e ora ci provo, ma accetterei anche Infermieristica o Tecniche della riabilitazione». Luisa Enchill di Palazzolo viene addirittura da un professionale, e per lei il test non è stato affatto semplice. È una delle poche a non aver interesse per la fisioterapia. «Se non supero il test – dice - andrò a Giurisprudenza».

Mimmo Varone
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