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15.11.2011

In attesa del Bigio, la Lodoiga è tornata a Palazzo Loggia


 La Lodoiga a Palazzo Loggia nascosta da un grande lenzuolo bianco
La Lodoiga a Palazzo Loggia nascosta da un grande lenzuolo bianco

Dopo trent'anni di esilio, trascorsi tra i magazzini comunalali e l'androne della facoltà di Giurisprudenza, la statua della «Lodoiga de la Lòsa» è tornata al suo posto, sotto il portico di palazzo Loggia, a destra dell'entrata principale. E' tornata ieri, e ora è pronta ad accogliere le «pasquinate» dei bresciani, come accadeva nel secolo scorso, quando i cittadini le affidavano richieste, osservazioni, critiche e suggerimenti destinate agli amministratori della città. Un esilio interrotto dalla volontà della Giunta Paroli di ridare lustro e visibilità alla memoria della città, e in genere «di ripristinare il legame di dialogo che i cittadini bresciani hanno sempre mantenuto con i loro amministratori», hanno commentato l'assessore al Centro storico Mario Labolani e il vicesindaco Fabio Rolfi.
Originariamente collocata sopra i tre gradini del pilastro a sud-est della Loggia, verso via Volta, la Lodoiga ora è stata posizionata nell'angolo a nord.ovest, dove di solito viene allestito il presepe natalizio. «La ragione del cambio è triplice - ha spiegato Labolani -: qui è più riparata da vento e intemperie, è l'attenta osservatrice di chi entra a palazzo Loggia e guarda dritta verso la sua posizione originaria, con un occhio rivolto al presente e l'altro fermo al passato».
Il ritorno del marmo della poetessa Lodovica Fè d'Ostiani, celebre per il manto bianco, è il primo passo di un programma di rilancio della storia e delle bellezze architettoniche della città, per anni abbandonate nei magazzini municipali.
«DOPO IL RECUPERO della Pinateca Tosio Martinengo e i lavori di sistemazione della cupola della Loggia, mai aperta al pubblico, nei prossimi mesi lavoreremo per recuperare e riaprire la Torre della Pallata», ha annunciato Labolani. Ma nei progetti della Giunta Paroli ci sono anche i lavori di sistemazione della zona del Capitolium di via Musei, il restauro del salone dei Cavalieri di Palazzo Broletto, il recupero degli affreschi della «sala stampa» della Loggia e il riposizionamento del Frontone dei Vanvitelli, un tempo situato sopra il palazzo comunale a coronamento della copertura, oggi sepolto e ritrovato tra le erbacce «comunali» a cielo aperto. E dopo il ritorno della Lodoiga sotto la Loggia, presto anche la statua del Bigio abbandonerà i magazzini di via Rose per tornare a fare bella mostra di sè in piazza Vittoria, «Non prima della fine del 2012 però», ha precisato Labolani. Prima, dovranno terminare i lavori di riqualificazione della piazza, stazione della metropolitana compresa. D'obbligo attendere ancora un anno abbondante, quindi, per rivedere la statua del Bigio «dove è sempre stata», almeno fino a quando il cantiere del Metrobus non verrà chiuso e i lavori di riqualificazione della piazza non saranno decisi e ultimati.
Oltre alle opere complementari all'apertura della stazione «Vittoria», la piazza potrebbe subire ulteriori modifiche. Fra le varie ipotesi, piace l'idea della Loggia di coprire con un tetto trasparente il quadrato di cielo aperto che si affaccia sul Quadriportico per creare una galleria sul modello della «Vittorio Emanuele II» di Milano, un «salotto» in grado di collegare i portici di via Dieci Giornate e piazza Paolo VI con il parcheggio sotterraneo, la stazione della metropolitana e piazza della Vittoria.

Elisabetta Bentivoglio
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