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03.01.2018

Inferno in
autostrada. Sei
vittime nel rogo

Paola Buizza

Fuoco e morte. È un bilancio agghiacciante quello dell'incidente che ieri in A21 ha scatenato l'inferno fra Montirone e Poncarale dove due tir e un’automobile si sono tamponati e la cisterna di un mezzo pesante ha preso fuoco: sei morti, quattro adulti e due bambini. La colonna di fumo che poco dopo le 14 si è levata in cielo, densa e nera, faceva già presagire il dramma che poche ore dopo avrebbe mostrato numeri terrificanti. Aveva in sé qualcosa di minaccioso, lugubre, definitivo. L’esatta dinamica dell’accaduto sarà ricostruita oggi, sull’epilogo non ci sono equivoci: le sei vittime sono morte carbonizzate. Si tratta dei passeggeri di un’auto con targa francese coinvolta nel tamponamento mortale e di un camionista. Stando a una prima ricostruzione, ancora tutta da verificare, poco prima delle 14 la vettura era in coda sulla A21 per un precedente incidente avvenuto alle 12.30. Si trattava del secondo sinistro della mattinata. Il primo, infatti, si era verificato verso le 11.30 tra un’auto e un mezzo pesante all’altezza del raccordo con la A4, in direzione Brescia. Un lieve ferito, l’esito. ALLE 12.30, INVECE, il tamponamento fra due camion si era dimostrato ben più grave, il peggio però doveva ancora arrivare. I mezzi di soccorso erano all’opera: Vigili del fuoco per la rimozione dei mezzi pesanti, Polizia Stradale di Montichiari per i rilievi, ambulanze ed elicottero per i feriti, uno dei quali trasferito in codice rosso al Civile. Operazioni lunghe che avevano necessariamente bloccato il traffico per permettere l’atterraggio dell’elicottero. Tra i mezzi in coda in quel tratto fra Manerbio e Brescia Sud c’erano proprio la cisterna con il liquido infiammabile e l’auto francese. Attesa che circa un’ora dopo, è diventata fatale. Davanti agli occhi di centinaia di automobilisti in transito lungo la corsia opposta si è scatenata la tragedia. Non è al momento chiaro se sia stato il conducente del tir carico di sabbia a non accorgersi della lunga fila davanti a lui e a tamponare a forte velocità l’auto francese, a sua volta è finita contro la cisterna di liquido infiammabile o se sia stata la vettura a tamponare il tir con il combustibile. Ma il boato è stato pauroso. Innescato l’incendio, le fiamme hanno divorato tutto ciò che hanno trovato, avvolgendo anche il ponte della strada provinciale 24 che collega Montirone a Poncarale, chiuso fino alle verifiche del personale competente. La vettura, una Kia, è andata completamente distrutta dalle fiamme, ridotta a carcassa sotto il peso del tir, egualmente distrutto. L’autostrada è stata chiusa tutta notte per consentire a uomini e mezzi di soccorso di operare. Solo questa mattina con la luce i tecnici potranno effettuare rilievi e sopralluoghi per raccogliere elementi utili all’inchiesta aperta dalla Procura di Brescia. Riaperto alla circolazione invece il senso di marcia verso Cremona, bloccato per buona parte del pomeriggio. SUL POSTO SONO intervenute diverse pattuglie della Polizia stradale, i Vigili del fuoco di Brescia con il supporto dei distaccamenti volontari e i colleghi di Cremona, ambulanze, tecnici dell’autostrada, carabinieri e Polizia Scientifica, arrivata in serata da Milano assieme a biologi esperti per effettuare dei prelievi sui resti delle sei persone carbonizzate e risalire attraverso il Dna alla loro identità. Cinque persone sono morte a bordo dell’auto con targa francese. L’autista di uno dei mezzi pesanti coinvolti - morto anche lui carbonizzato - secondo quanto si è appreso sarebbe un macedone residente in Piemonte. È di Bolzano infine l’unico illeso, era al volante della cisterna carica di benzina che ha preso fuoco. •

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