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19.05.2017

Inizio con incognita
E Padova premia
il solito Vesco

Primo Andrea Vesco, il campione in carica. Poi tutti gli altri, come da pronostico. Gli argentini sono in prima linea, i maestri già pensano alla rimonta nella seconda giornata, i giovani rampanti aspettano il loro momento per strappare una fetta di gloria. Sono passati dodici mesi ma la lotta per il primo posto della Mille Miglia non si è spostata di una virgola. Nella Brescia-Padova, la prima di quattro tappe interminabili, il detentore della Freccia Rossa ha subito provato a fare il vuoto.

Navigato dal fedele Andrea Guerini, Vesco è riuscito subito a stabilire il confine tra semplici piloti, campioni e fuoriclasse nonostante un inizio balbettante. Sempre lui, insomma. Vesco è di nuovo in testa con la sua Alfa Romeo 6C 1750 GS del 1931, un’auto dal coefficiente di categoria extra lusso (1,80) guidata dall’uomo che ha concentrato su di sé l’attenzione degli appassionati.

Nonostante un debutto da incubo alla prima prova di Colombare, con 84 penalità e un tredicesimo posto parziale, la coppia di triumplini ha ristabilito rapidamente le gerarchie. Fuori dal Garda hanno ridotto il gap scalando le posizioni fino alla quarta. Poi hanno letteralmente preso il volo verso il primo traguardo della Mille Miglia. Che ufficialmente è Padova ma ufficiosamente è divenuto Verona.

Il motivo? La difficoltà nella trasmissione dei dati da parte dei cronometristi ha reso impossibile fornire una classifica aggiornata al pubblico padovano. Ci si è dovuti accontentare quindi del parziale veronese, che ha comunque dato indicazioni nette e sensazioni precise sulle prossime tre giornate di gare.

Il principale sfidante di Vesco è Luca Patron, capace già un anno fa di mettersi in luce tra i colossi della regolarità e strappare un secondo posto pazzesco nell’edizione 2016. Su O.M. 665 S Superba 2000 del 1925, una macchina bresciana, il vicentino si è mantenuto su livelli molto alti chiudendo a Verona con 147 punti di distacco da Vesco: un’inezia. Riuscirà a tenere questo ritmo?

Bene anche Juan Tonconogy, vincitore del Trofeo Gaburri e campione alla Mille Miglia nel 2015. Con la sua Bugatti T40 del 1927, il chico di Buenos Aires ha tenuto il passo di Vesco e Patron, gravitando per tutta la giornata in una delle cinque posizioni di testa. I 222 punti di ritardo dal primato lo rendono uno sfidante molto quotato. Più attardato “il maestro” Giuliano Canè, che ha pagato l’adattamento alla O.M. numero 1 con cui sta facendo da apripista alla gara. A Verona ha chiuso con un tredicesimo posto. Nel novero dei grandi regolaristi continua ad esserci anche Giovanni Moceri, nono dopo Verona ma sempre a portata di rimonta. Con Daniele Bonetti al suo fianco - e un coefficiente non proprio esaltante (1,75) - proverà a portarsi più vicino possibile al podio.

E’ lontanissimo dalle posizioni che contano, invece, Giordano Mozzi. Dopo essersi lamentato per alcuni controlli orari troppo serrati il mantovano volante 2.0 ha raggiunto Padova al ventesimo posto. Alti e bassi per tutti gli altri. Ma c’è ancora tempo per provare l’impossibile.

E’ STATA UNA TAPPA accesa, emozionante, intensa, come sempre, ma qualcosa l’ha resa unica. Cosa? Un disguido tecnico, un intoppo nella trasmissione delle classifiche da parte dei cronometristi. Il ritardo con cui le graduatorie sono state aggiornate e di volta in volta comunicate ai piloti ha tolto punti di riferimento ai regolaristi spingendoli fino a Padova senza punti di riferimento. Bellissima l’atmosfera a bordo delle strade. Da Desenzano a Padova è stato non solo un bagno di folla ma anche una visita guidata nella storia dell’automobile. Eccezionali i passaggi veneti di Verona - con una sfilata spettacolare al cospetto dell’Arena - e di Padova, il punto di arrivo del primo tratto di strada. Oggi si riparte alla volta di Roma.

Le macchine voleranno attraverso l’Emilia, le Marche e l’Umbria prima di chiudere con l’ingresso a Roma. A Villa Borghese si incoronerà il re della regolarità che dovrà tenere il trono fino a Brescia. Per ora comanda Vesco.

Alberto Armanini
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