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14.09.2018

Investita sulle
strisce la vittima
è una 64enne

Il telo bianco a coprire il corpo
Il telo bianco a coprire il corpo

Da una parte le strisce pedonali e dall'altra, a circa ottanta metri di distanza, l'auto rossa con il parabrezza sfondato che poi si scoprirà guidata da un 42enne risultato positivo al droga test e messo agli arresti domiciliari. In un cantuccio, coperto da un telo bianco, il corpo di Nadia Zangarini, 64 anni. Lo sguardo dei presenti traccia, attonito e incredulo, quella distanza.

VIA LAMARMORA, 9.30 del mattino. Un risveglio macchiato di sangue. A quell'ora le generalità della vittima sono ancora sconosciute e tra i presenti il timore possa trattarsi di un'amica o una parente, serpeggia con percepibile apprensione. «È successo ancora», commentano sommessi. Perché nemmeno un mese fa, due chilometri più indietro, Annina Breggia e il figlio Mauro Rossi sono stati travolti e uccisi da un motociclista ubriaco e drogato. Dinamica simile, esito tragicamente identico. Sono circa le 9.15 quando Nadia Zangarini, residente in via Codignole, si trova in via Lamarmora. Il traffico, come al solito, è particolarmente sostenuto. All’altezza del sottopasso della ferrovia, la 64enne attraversa la strada. Guarda le auto che arrivano dalla direzione di via Volta e, appena la via è libera, attraversa. Ma è sul secondo tratto che, improvvisamente, accade tutto. Nadia Zangarini è sulle strisce pedonali quando una Opel Corsa, proveniente dal sottopasso e diretta verso via Volta, la travolge senza esitare. Si tratta davvero di un attimo, lo testimonierà poi alla Polizia Locale di Brescia una ragazza, anche lei sul passaggio pedonale: «Ho visto la signora, poi ho sentito un boato e mi sono voltata. Ma lei non c’era più». Scioccante quanto accade in quei momenti: Zangarini viene caricata sul cofano dell’auto poi viene sbalzata sull'asfalto, finendo sotto la macchina che non si ferma, ma la trascina per metri, circa 80. Tra i primi ad accorgersi del dramma c’è Denise Marchesi, titolare di un negozio di tecnoricambi: «Ho sentito un boato e ho guardato fuori dal negozio. Quando mi sono avvicinata ho notato che sotto l’auto c’era una donna raggomitolata, in un bagno di sangue. Non respirava più, allora ho preso un lenzuolo col quale coprirla». La richiesta di soccorsi era già scattata, in pochi minuti via Lamarmora è stata raggiunta da un’ambulanza, dalla Polizia Locale e dai Vigili del Fuoco. Sotto shock il conducente dell’auto, un 42enne bresciano che non si sarebbe accorto dell’anziana. Ma la distanza tra il punto di impatto e quello di arresto farebbe pensare a una velocità sostenuta della Opel, ipotesi avvalorata anche dalle immagini della videosorveglianza di un negozio proprio di fronte al passaggio pedonale. Filmati acquisiti dalla Locale che dovrà anche accertare eventuali distrazioni del conducente, che era in auto con il suo cane. Il 42enne è stato portato in ospedale per essere sottoposto agli esami sull’assunzione di alcol e droghe. Un primo screening ha dato esito positivo a sostanze stupefacenti. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale in considerazione della sua pericolosità sociale. L’uomo infatti era già stato fermato in passato in stato di ebbrezza per un controllo e aveva rifiutato di sottoporsi all’alcol test. Domani intanto, alle 9, i funerali di Nadia Zangarini saranno celebrati nella chiesa di San Giacinto.

Paola Buizza
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