CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

19.03.2017

L’ultimo appello dei camionisti
«Siamo pronti al blocco totale»

La manifestazione degli autotrasportatori davanti alla sede della Motorizzazione Civile in via GrandiIl tavolo dell’assemblea con l’intervento delle diverse sigle dell’autotrasporto è stato allestito su un tir
La manifestazione degli autotrasportatori davanti alla sede della Motorizzazione Civile in via GrandiIl tavolo dell’assemblea con l’intervento delle diverse sigle dell’autotrasporto è stato allestito su un tir

Una cinquantina di Tir alle 10 sono già allineati in doppia fila su via Grandi. Sono quelli della Vallecamonica arrivati in anticipo. Si fanno le 11, e una lunga teoria di oltre cento autocarri si muove lenta sulla tangenziale sud con un serpentone ininterrotto da Brescia centro a Brescia ovest. Arriveranno anche loro davanti alla sede della Motorizzazione civile per una manifestazione che può essere preludio al fermo totale dell’intera categoria. Gli autotrasportatori sono delusi dalle promesse non rispettate, arrabbiati per essere lasciati soli di fronte alla concorrenza sleale dei camionisti stranieri a cui nessuno fa rispettare le regole, imbufaliti per gli accordi siglati con il Governo grazie a un paziente lavoro e poi «stracciati» dalla controparte.

DOPO IL CROLLO del viadotto sulla Milano-Lecco in ottobre le autorizzazioni per i trasporti eccezionali sono bloccate. Per ultima è arrivata la «follia» della norma che vincola il passaggio su un ponte alla presentazione di una perizia che i trasportatori devono far fare a loro spese da un ingegnere. E se ci ripassano un mese dopo devono esibirne una nuova. Tra l’altro l’Ordine degli ingegneri si rifiuta, in mancanza della relativa documentazione sui manufatti stradali. Il consigliere regionale Fabio Rolfi assicura che al più presto verrà approvata una legge regionale di semplificazione che impone procedure uguali per tutte le province e la pubblicazione sul sito dei percorsi autorizzati per gli eccezionali. Ma se un problema sembra andare verso la soluzione tanti restano aperti. Ieri mattina i “camionisti” bresciani di tutte le sigle hanno aderito alla giornata di protesta indetta da Unatras. È stata una manifestazione imponente ma «pacata ed educata, senza creare disagi ai cittadini e nel rispetto della sicurezza», come dice il presidente provinciale Fai Sergio Piardi. Ci sono stati rallentamenti sulle tangenziali, ma non blocchi. Il loro intento era mostrare che stavolta sono uniti, e il «divide et impera» non sarà possibile. Ed è l’ultimo appello. Se il Governo farà ancora orecchie da mercante alle loro richieste si andrà al fermo totale che nel 2007 ha messo in ginocchio l’economia del Paese. Lo promettono i presidenti di Associazione artigiani Bortolo Agliardi, di Confartigianato Tiziano Frisoni, di Fita/Cna Mauro Scalvinoni, oltre a Piardi, al presidente regionale Fai Antonio Petrogalli e la segretaria provinciale Giuseppina Mussetola.

IERI MATTINA con Rolfi erano tutti in via Grandi per una tavola rotonda coordinata da Pietro Baracchetti di Tgcom 24, che ha passato in rassegna le questioni aperte. Gli autotrasportatori chiedono la dignità che si riserva agli altri lavoratori e alle altre imprese. Davanti alla Motorizzazione chiusa e all’assenza di altri uomini delle istituzioni, «chi non è venuto se ne assumerà la responsabilità», tuona Petrogalli. «Non vogliamo far guerre a nessuno, abbiamo fatto investimenti e debiti per comprare gli Euro 6, ma qualcuno deve permetterci di lavorare – dice -. L’economia è in difficoltà ma gli unici che non incidono sui costi del trasporto sono i trasportatori, poiché sono sempre i clienti a imporre il prezzo e a decidere quando pagare. I parlamentari devono condividere le nostre sofferenze, altrimenti non dovranno brontolare quando decideremo di fermarci».

Frisoni ricorda che da oltre un anno le associazioni non sono ascoltate. «Portiamo materie prime e prodotti finiti ma ci considerano fuori dal sistema economico – aggiunge Agliardi -, siamo super professionisti che a 60 anni ancora si aggiornano e siamo considerati bestioni pericolosi». E Scalvinoni rincara: «Viviamo grazie ai rimborsi delle accise e dei pedaggi autostradali, pur di lavorare stiamo zitti e paghiamo sempre noi». Poi la denuncia del cabotaggio illegale praticato dai trasportatori dell’Est Europa, la richiesta di funzionamento pieno delle Motorizzazioni, e di sanzioni effettive per chi non rispetta le regole.

Mimmo Varone
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok