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17.07.2017

La Festa delle associazioni
fa il pieno di sorrisi e felicità

Anche quest’anno la Festa delle associazioni ha saputo conquistare tantissimi bresciani (e non solo)
Anche quest’anno la Festa delle associazioni ha saputo conquistare tantissimi bresciani (e non solo)

Il meteo è ormai una variabile trascurabile per il successo della Festa delle associazioni in corso a Parco Castelli. Il primo fine settimana del programma ha visto una grande partecipazione, nonostante la pioggia che si è presentata proprio all’ora di cena di sabato. «La gente non ha fatto una piega, anzi, pur di restare ha dato una mano ad asciugare i tavoli non appena finito lo scroscio», ha osservato Marina Rossi, presidente della Pro Loco di Mompiano che, da 12 anni, organizza questo appuntamento (prosegue fino al 23). «Non mi spiego del tutto perché piaccia così tanto - ha ammesso - forse perché è un’occasione per stare insieme con semplicità».

E i numeri le danno ragione: centinaia di persone a cena, 120 allo spiedo di ieri a pranzo curato dall’associazione Amici del Mare «ma se avessimo preparato anche 300 porzioni sarebbero andate, c’è gente che è venuta apposta dalla provincia», ha aggiunto ancora Rossi. Senza contare la partecipazione alle iniziative proposte dalle diverse associazioni impegnate, compreso il massaggio. L’Ong Coopi ha proposto la cerimonia del thè, illustrata da Farsi Abdelilah e Brunella Pipolo. «Ci siamo incontrati sul posto di lavoro grazie al profumo del thè alla menta - ha raccontato Pipolo, infermiera al Civile - e abbiamo deciso di far conoscere un rituale che accompagna il thè in Africa. Mi piace pensare che sia un simbolo dell’incontro tra popoli, culture e persone perché tra me e Farshi è andata proprio così».

CHI PARTECIPA non solo viene a conoscenza dell’esistenza di tante realtà che da anni fanno solidarietà nei più svariati ambiti- da quello sanitario a quello sociale, dal settore della promozione della mobilità dolce a quello del divertimento, dalla cooperazione internazionale alle associazioni religiose- ma contribuisce anche al finanziamento dei progetti: ogni anno infatti il ricavato viene devoluto ad alcune associazioni.

Il tutto è reso possibile da «un numero sempre maggiore di volontari: quest’anno sono un centinaio, di cui una trentina giovani- ha specificato Rossi aggiungendo - in questi anni ho imparato che ogni volontario lascia una pezzo della sua storia ed è per questo che mi sono arricchita molto». L’invito che fa è quindi di partecipare: la festa prosegue tutta questa settimana, ricca di iniziative oltre che di gastronomia. Se le condizioni meteorologiche non hanno influenzato la riuscita della festa, un po’ diversa la situazione per il weekend nei lidi estivi: le presenze sono state di centinaia di persone lo stesso, sia alla piscina di Lamarmora sia a quella di Mompiano, ma un po’ inferiori rispetto al precedente fine settimana quando il caldo è stato maggiore e forse ancora pochi i bresciani in vacanza.

In ogni caso i dati sono rimaste alti: «Sabato oltre settecento ingressi, per la domenica si va sul migliaio - ha dichiarato Sara Barozzi che alla piscina di Mompiano lavora tutto l’anno -. A queste si aggiungono anche le persone diversamente abili che possono entrare gratis e vengono qui più volte nel corso della settimana».

BUONA PARTECIPAZIONE anche al lido di Brescia Due, dove venerdì è stata inaugurata una nuova attrazione, un percorso ad ostacoli in acqua «che permette alle famiglie di giocare assieme- ha spiegato Simone Rota, responsabile del lido -. L’idea alla base è proprio quella di far andare i papà e le mamme in vasca con i figli per fare assieme questo percorso». Il tutto con alcune accortezze di fondo per evitare che i bimbi si facciano male: «Ma problemi seri non ne abbiamo mai avuti», ha spiegato Pezar Suharev, bagnino di origini bulgare.

Come il bagnino anche tra il pubblico c’è qualche nuovo cittadino straniero. «Mai stati problemi con il cosiddetto burkini- ha aggiunto il responsabile -: lo scorso anno son venute una ventina di ragazze con il burkini, quest’anno solo un paio, forse è ancora presto».

Irene Panighetti
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