CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

19.05.2017

Ladro ucciso,
Franzoni sarà
processato

Indagini e rilievi della Scientifica dei carabinieri a Serle FOTOLIVE
Indagini e rilievi della Scientifica dei carabinieri a Serle FOTOLIVE

Ci sarà un processo per quella morte e sarà davanti alla Corte d’assise di Brescia. Mirco Franzoni è stato infatti rinviato a giudizio con l’accusa d’omicidio volontario.

IL 14 DICEMBRE 2013, a Serle, dal suo fucile partì il colpo che uccise Eduard Ndoj, 26 anni, albanese. Ndoj, nelle ore precedenti aveva preso parte con un complice a un furto, a Serle. Franzoni, conoscendo il paese, aveva intuito quale sarebbe stato il punto da cui sarebbe passato, nella fuga, dopo essersi nascosto tra i boschi, il 26enne albanese. E intorno alle 20.30 Eduard Ndoj arrivò in via Castagneto dove, appunto, ad attenderlo c’era, armato di fucile, Mirco Franzoni. Secondo quella che è, da sempre, la ricostruzione difensiva, ne nacque una colluttazione durante la quale venne esploso il colpo di fucile caricato a pallettoni. Eduard Ndoj venne soccorso, ma morì durante il trasporto in ambulanza all’ospedale di Gavardo. Per Mirco Franzoni scattò invece l’arresto con l’accusa di omicidio volontario. Il giudice per le indagini preliminari lo scarcerò nei giorni successivi.

Ora si è arrivati al termine dell’udienza preliminare in cui è stata accolta la richiesta, formulata dalla pubblica accusa di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio volontario. Il processo è stato fissato dal gup Luca Tringali per il 13 settembre prossimo davanti alla prima sezione penale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Gianfranco Abate, aveva chiesto il non luogo a procedere. Secondo il legale, la tesi difensiva della legittima difesa ha sempre trovato riscontro nelle consulenze. Una vicenda su cui sarà quindi chiamata a pronunciarsi la corte d’assise in un processo in dibattimento, senza la possibilità dello sconto di un terzo della pena, come avviene quando si procede con il rito abbreviato.

MA EVIDENTEMENTE la difesa punta molto sulle testimonianze che anche nella fase delle indagini preliminari hanno ricoperto un ruolo rilevante. Tra queste di particolare importanza c’è quella di un abitante di Serle. Un uomo che si era affacciato alla finestra proprio nel momento in cui Franzoni aveva incontrato l’albanese in fuga. A lui l’imputato aveva gridato: « chiama i carabinieri». E dall’abitazione partì la telefonata, ma proprio in quegli istanti sarebbe partito il colpo di fucile. In merito si è proceduto a una consulenza in base alla quale non è stato possibile stabilire che i picchi di decibel corrispondano a quelli che avrebbe prodotto uno sparo. Un processo, in ogni caso, che oltre alle testimonianze che conflluiranno nel dibattimento, non potrà non attribuire importanza proprio alle consulenze.

Mario Pari
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1