CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

14.03.2018

Le Giornate Fai di
primavera svelano
47 «tesori» bresciani

«Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce». Scardinati i lucchetti dell’arte nascosta, la bellezza fluirà libera senza soluzione di continuità da nord a sud, da ovest a est, svelandosi attraverso gli angoli più sfuggenti di chiese, ville, monumenti, palazzi solitamente inaccessibili, musei, archivi, biblioteche ma anche di aree naturalistiche, siti archeologici, giardini dal fascino esotico, borghi sperduti: sarà una grande festa italiana. Obiettivo: raccontare la straordinaria varierà di un Paese «che sempre di più si riconosce e ritrova la propria identità nel suo patrimonio culturale e nella ricchezza della sua storia». EMBLEMATICO, in questo senso, il leitmotiv sotteso alla 26esima edizione delle Giornate Fai di primavera, in programma sabato 24 e domenica 25 marzo...«2 giorni per scoprire l’Italia, 365 per amarla». Da mattina a sera, nel week end più vicino al solstizio di primavera, le delegazioni locali del Fai (Fondo Ambiente Italiano, 116 sul territorio nazionale) apriranno dunque al pubblico una miriade di scrigni preziosi, oltre mille in tutta la Penisola. Brescia naturalmente non farà eccezione. Anzi: come sottolineato ieri durante la presentazione in Loggia, fra città e provincia saranno 47 i beni aperti; altrettanto imponente sarà il numero dei volontari impegnati nella manifestazione, 270 in totale, oltre a 435 apprendisti ciceroni, 25 mediatori coinvolti nel progetto «Arte un ponte tra le culture», più svariate associazioni attive sul territorio. A coordinare il lavoro sul campo ci penserà Federica Martinelli, capo delegazione Fai di Brescia, in prima linea nell’organizzazione di una manifestazione – supportata anche dal Comune e dalla Provincia, rappresentati ieri rispettivamente da Laura Castelletti e Fabio Capra, oltre che da sostenitori privati come Fondazione Asm, Ubi Fondazione Cab e Barone Pizzini – che l’anno scorso solo nel bresciano ha catalizzato l’attenzione di oltre 42mila visitatori. Proprio l’avvicinamento diretto dei cittadini al patrimonio artistico e al valore sociale che esso rappresenta per la collettività, continua a rappresentare il presupposto vitale delle Giornate di primavera, il cui senso profondo è inscritto nel motto «ciò che visitiamo ci appartiene». Tradotto: niente biglietti di ingresso, ma un invito a sostenere con gesti concreti (iscrizione al Fai o donazioni) «il sentimento comune che ci lega all’Italia e ai suoi tesori». Ampissimo il ventaglio di proposte: in città zig zag fra palazzo Balucanti (sede del liceo classico Arnaldo), palazzo Uggeri Fenaroli, palazzo Tosio e palazzo Sigismondi, giusto per citarne alcuni, magari facendo tappa nei chiostri del convento di San Giuseppe o alla meravigliosa casa Trainini di Mompiano. Quindi, virando in provincia, si schiuderanno luoghi magici dalla Valle Camonica alla Franciacorta, dalla riviera gardesana al cuore della Bassa. Dulcis in fundo, non mancheranno i numerosi eventi collaterali, fra cui contaminazioni musicali dall’ «Opera a palazzo» a «LeXGiornate per l’arte». Il programma completo sulsito www.giornatefai.it. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1