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19.02.2019

Le lavoratrici delle
mense: «Vigilare
sugli appalti»

L’assemblea dei lavoratori della ristorazione e delle mense
L’assemblea dei lavoratori della ristorazione e delle mense

Si sono riunite per far valere i loro diritti di lavoratrici, di un impiego spesso «sottovalutato e mal pagato». Le donne impegnate nei servizi di ristorazione, pulizia e ausiliariato in decine di plessi scolastici, tra nidi, scuole dell’infanzia ed elementari comunali, chiedono maggiori tutele. Ma non solo. Pretendono di chiarire con l’Amministrazione alcune questioni tra cui il mancato rispetto, da parte delle aziende, delle norme contrattuali. È infatti il Comune che appalta i servizi a sette diverse società dalle quali, ad oggi, dipendono circa 300 dipendenti: un centinaio impegnate nella ristorazione e poco meno di duecento nei servizi di pulizia e di ausiliariato. Ne hanno discusso ieri, nella sede della Camera del Lavoro, alla presenza dei rappresentanti di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil gli stessi che si impegneranno venerdì a presentare in Loggia quanto scaturito dall’assemblea «per superare le criticità – come sottolineato da Giorgio Ortolani della Filcams-Cgil- e chiedere che l’amministrazione vigili sul rispetto dei contratti delle aziende appaltanti». IL TASTO dolente è lo stipendio: consegnato puntuale (ogni 10 o 15 del mese a seconda della coop) ma in ritardo rispetto a quanto scritto sul contratto (il 30). «E non possiamo soprassedere sulla mancanza di scatti di livello dal 2011 e su un minimo contrattuale non rispettato», lamentano le donne. Stipendio troppo basso, quindi, per le responsabilità richieste. «Il nostro è un lavoro molto delicato e la retribuzione non è sufficiente: non svolgiamo solo le pulizie ma a noi è chiesto di aiutare gli insegnanti con i bambini in molti aspetti quotidiani», dicono. E visto che il Comune si appresta a rinnovare per altri tre anni l’appalto della ristorazione e a indire una nuova gara per il servizio di ausiliariato, che scadrà a fine anno scolastico, vengono avanzate alcune richieste. Una su tutte: che non venga ridotto «come spesso accade con i cambi di appalto» l’orario e lo stipendio. Ma anche: l’introduzione di una certificazione oraria tramite badge per il pagamento degli straordinari; visite mediche obbligatorie pagate ed effettuate durante l’orario di lavoro; il mantenimento invariato della sede di lavoro «per dare maggiore stabilità ai bambini» e l’organizzazione di corsi di formazione. «All’inizio del mese abbiamo già fatto presente alcune problematiche all’Amministrazione che ci ha aiutato a risolverle; siamo certi che lo farà anche questa volta», ha garantito Valter Chiocci, segretario generale Fisascat-Cisl. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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