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18.12.2017

«Liberi e Uguali»
rilancia
da Brescia

Un momento dell’assemblea  di Brescia aperta dall’intervento dell’onorevole Pippo Civati
Un momento dell’assemblea di Brescia aperta dall’intervento dell’onorevole Pippo Civati

Diritti e cittadinanze: un tema nazionale importante per una forza politica come Liberi e Uguali che a Brescia si deve confrontare anche con la sfida locale delle elezioni amministrative e che ieri, proprio nella nostra città, ha organizzato una giornata di confronto. Le questioni affrontate hanno infatti un respiro che varca i confini nazionali, ma che possono trovare pure una declinazione bresciana significativa perché da noi sono molto presenti problematiche legate a immigrazione, carceri, diritti. «Il tema dell’accoglienza da sempre è attuale a Brescia, città dove vivono tantissimi immigrati – ha osservato Luca Trentini, tra i bresciani più attivi anche a livello nazionale nella nascita e nello sviluppo di questa nuova realtà politica – così come lo è quello della città delle differenze, cioè di una città che sia rispettosa di tutti i generi e capace di rispondere in modo efficace ad esigenze sempre più quotidiane». Che la giornata di riflessione di ieri avesse anche una prospettiva locale è stato rilevato da Francesca Parmigiani, osservatrice «esterna» che ha espresso l’auspicio che «Liberi e Uguali a Brescia possa diventare un grande contenitore civico di comitati, associazioni, realtà diverse che si rifanno a quel popolo della sinistra orfano di rappresentanza». Tuttavia più che la prospettiva bresciana erano al centro delle riflessioni di ieri le politiche che Liberi e Uguali deve intraprendere per «dire, a partire da Brescia, che vogliamo un’Italia più ricca in differenze, dove tutti stiano bene e abbiano voglia di crescere assieme» ha augurato l’onorevole Pippo Civati nel suo saluto all’inizio dei lavori. Civati ha osservato come sia fondamentale «tenere assieme la battaglia per i diritti civili e quelli sociali, con laicità, con passione e competenza che ci derivano da una lunga tradizione. Dobbiamo indignarci per quello che sta accadendo attorno all’immigrazione: dobbiamo fare una campagna culturale e politica scatenata contro le politiche dell’immigrazione che l’Italia e l’Europa stanno portando avanti».

SULLA STESSA lunghezza d’onda l’europarlamentare Antonio Panzeri, che ha insistito sulla dimensione «internazionale che deve avere il nostro sguardo politico, combattendo la patologia che si sta diffondendo ovunque che è costituita dal disprezzo dei diritti, in nome di un iperrealismo commerciale ed economico che si dimentica delle persone. La lotta per i diritti è centrale e trasversale per chi vuole costruire il futuro e la democrazia». Anche l’onorevole Andrea Maestri ha insistito sulla gestione dell’immigrazione come nodo politico imprescindibile, a partire da «una proposta di legge che abbiamo depositato a giugno per una riforma organica del Testo Unico sull’immigrazione, che introduce alcuni correttivi importanti quali, per esempio, il riconoscimento di visti di ingresso temporanei (da 6 mesi ad un anno) per la ricerca del lavoro o la convertibilità dei permessi di soggiorno». Se immigrazione e accoglienza sono questioni che tutte le forze politiche si trovano ad affrontare in questa campagna elettorale, punti fermi sono arrivati su un altro versante dei diritti, cioè il fine vita. «È stato fatto un passo in avanti simbolico e reale – ha osservato Daniele Farina – ma siamo ancora lontani da una prospettiva europea che invece include una legge sul diritto all’eutanasia». Alla fine della giornata bresciana è stato approvato un documento da portare come contributo per la discussione nazionale del 7 gennaio che approverà il programma generale di Liberi e Uguali e dalla quale si potrà quindi dare il via anche a liste e schieramenti per le elezioni amministrative.

Irene Panighetti
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