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domenica, 18 novembre 2018

Lotta la degrado
urbano. Una sfida
lunga un anno

L’abbandono dei rifiuti è un problema che va arginato FOTOLIVE (BATCH)

Manuel Venturi I furbetti dei rifiuti fruttano alla Loggia ben 130 mila euro. È questo l’ammontare delle sanzioni che la Polizia Locale ha elevato nel 2017 nei confronti di chi ha abbandonato sacchi o sacchetti all’esterno dei cassonetti o nelle aree più nascoste del territorio comunale, ma anche per chi non rispetta le regole di esposizione dei bidoncini o li riempie con materiale non conforme. La lotta al degrado urbano comprende una lista dettagliata degli interventi della Locale nei parchi, nel controllo dei pubblici esercizi ma anche in un settore delicato come quello della raccolta rifiuti, seguendo il sistema domiciliare combinato che compirà due anni ad aprile nella zona est della città. I controlli sul corretto conferimento dei rifiuti hanno coinvolto quasi 6300 individui: circa uno su quattro è risultato «fuorilegge» e per questo è stato multato. Le sanzioni sono state 1421 in tutto il 2017: in 99 casi, i colpevoli erano persone non residenti a Brescia e le multe, per loro, sono state più salate. «In una trentina di casi abbiamo compilato verbali per 600 euro, la sanzione massima in questi casi», ha spiegato Francesco Natoli, commissario capo della Polizia Locale di Brescia e responsabile per le attività di prevenzione e contrasto in materia di rifiuti. Le altre sanzioni sono inferiori, perché la cifra cambia a seconda della gravità dell’abbandono: dai 600 euro per i non residenti che abbandonano rifiuti lontano dai cassonetti fino a sanzioni molto inferiori, ben trenta tariffe diverse. «Governare il passaggio al nuovo sistema di raccolta differenziata è stato impegnativo e lo è tutt’ora: cambiare è stato un investimento forte anche per la nostra struttura e ogni settimana abbiamo una conferenza permanente con Aprica e il settore Ecologia e ambiente, con cui abbiamo creato una sinergia positiva», ha sottolineato Natoli. Il focus è concentrato soprattutto sul centro storico: ogni mercoledì, una squadra composta da agenti della Locale e da ispettori ambientali di Aprica verifica di persona il contenuto dei sacchi abbandonati tra le mura venete, per risalire all’identità dei protagonisti del gesto. «Le sanzioni comprendono anche chi tarda a ritirare il bidoncino o lo espone troppo presto: ma in questi casi cerchiamo di essere elastici e di punire solo chi dimentica il contenitore in strada per qualche giorno», ha assicurato il commissario. LE OLTRE 6 MILA persone avvicinate nell’ambito dei controlli per la raccolta dei rifiuti si aggiungono a tutti i cittadini controllati dalla Polizia Locale: «Nel 2017, abbiamo raggiunto oltre 50 mila persone in tutti gli ambiti di intervento – ha svelato Roberto Novelli, comandante della Locale -. Nella maggior parte dei casi non c’è nessuna infrazione, ma questa attività capillare ci ha permesso di raddoppiare gli illeciti rilevati». «Nessuna segnalazione viene tralasciata: a volte non si può intervenire subito, ma le verifiche avvengono sempre – ha notato Valter Muchetti, assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia -. Con trenta uomini in meno non era facile, ma il corpo della Locale è stato rimpolpato e torneremo presto a quota 300 unità. Grazie al loro impegno, l’abusivismo è stato eliminato e le sanzioni per l’abbandono dei rifiuti sono passate dalle cento di cinque anni fa alle oltre 1400 del 2017». L’attività della Locale si è concentrata anche nei parchi: complessivamente sono stati eseguiti 3221 controlli, oltre a 645 servizi nei quartieri periferici. Le sanzioni per il mancato rispetto del Regolamento di Polizia urbana sono state 1910, raddoppiate rispetto al 2016: a crescere maggiormente sono state le multe per il consumo di alcool lontano dai pubblici esercizi, passate da circa 170 a 589. I verbali elevati per bivacchi sono stati 229, mentre gli sgomberi sono stati 160. • © RIPRODUZIONE RISERVATA