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10.11.2017

Ludopatia, la Loggia
dichiara guerra
alle «slot machine»

La Loggia dichiara guerra alle sale slot in tutta la città
La Loggia dichiara guerra alle sale slot in tutta la città

È in arrivo una stretta sulle slot machine, da abbinare a campagne di informazione per prevenire la dipendenza da gioco d’azzardo. Gli uffici Commercio e Sicurezza del Comune hanno predisposto un regolamento unico che disciplina il funzionamento delle sale pubbliche da gioco e quello sulle slot machine, testi accorpati per dare una veste normativa unitaria alla materia, come richiesto a settembre dalle commissioni Commercio e Servizi alla persona.

Ieri, davanti alle due commissioni in seduta congiunta, è stata illustrata la proposta di nuovo regolamento, che passerà ora in giunta, per completare l’iter di approvazione a dicembre in Consiglio comunale: fra le novità è stata inserita una sezione dedicata al rischio ludopatia e alla protezione delle categorie deboli, è stata data una definizione chiara dei giochi leciti e di quelli proibiti, e si è aggiornato il panorama delle tipologie di gioco aggiungendo, ad esempio, le tendenze del momento come laser game ed escape room. Per disincentivare la diffusione di slot machine e affini si prevedono una serie di limitazioni, come il divieto di aprire sale da gioco negli edifici storici, l’equiparazione alla «nuova collocazione» (per cui interviene la norma regionale che impone una distanza di 500 metri dai luoghi sensibili) del rinnovo del contratto tra esercente e concessionario e dell’installazione dell’apparecchio in altro locale in caso di trasferimento. Vengono introdotti anche alcuni requisiti legati alla dotazione di parcheggi pertinenziali, come previsto per le attività commerciali.

SI CONFERMANO misure di contenimento del gioco d’azzardo come il divieto di posizionare slot per chi prende in locazione immobili comunali, e il divieto di installare insegne luminose nei locali. Oltre alle sanzioni pecuniarie (450 euro), in caso di più di tre violazioni potrà essere disposta la sospensione della licenza fino a 30 giorni, e nei casi gravi la sospensione dell’attività o del funzionamento degli apparecchi da uno a cinque giorni. Il regolamento, una volta approvato, servirà da presupposto perché il sindaco possa emanare un’ordinanza restrittiva degli orari di utilizzo delle slot machine, per un massimo di sei ore al giorno, suddivisa nelle fasce mattutina, pausa pranzo e preserale, in modo da disincentivare l’abitudine al gioco. D’intesa con la giunta dei sindaci, la regola oraria – per non essere vanificata - varrà non solo a Brescia ma anche nei 16 Comuni limitrofi. Più severità nel contrasto al gioco d’azzardo patologico è l’esigenza emersa trasversalmente nel dibattito in commissione: Nini Ferrari di X Brescia Civica ritiene che la stretta sugli orari dovrebbe interessare non solo le slot ma anche gli altri giochi, seppure non d’azzardo; Laura Gamba del Movimento 5 stelle propone di comprendere nei luoghi sensibili servizi come farmacie e bancomat; Fabio Capra (capogruppo Pd) e Margherita Peroni (Forza Italia) pensano sia meglio essere restrittivi su questo tema, anche a rischio di incorrere in qualche ricorso per violazione della libera concorrenza; Massimo Tacconi (Lega) chiede di puntare maggiormente sulla sensibilizzazione; Donatella Albini (Al lavoro con Brescia) denuncia la contraddizione di fondo di una dipendenza patologica come la ludopatia inserita nei Lea, cui fanno da contraltare gli introiti che i Monopoli di Stato ricevono dalle slot machine.

«Non sappiamo se il contenimento dell’orario sarà lo strumento più adeguato - dice l’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti -. Bisogna affiancare alla fase repressiva politiche di sensibilizzazione e informazione».

Lisa Cesco
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