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10.09.2018

Malore sulla
ferrata: precipita
e muore

Le Ferrate del Parco delle Fucine teatro della tragedia che ha stroncato il 48enne bergamasco
Le Ferrate del Parco delle Fucine teatro della tragedia che ha stroncato il 48enne bergamasco

Dramma a Casto, lungo le ferrate del Parco delle Fucine, anche ieri percorse da escursionisti provenienti dall’intera provincia e da molte zone della Lombardia. Erano quasi le 17 quando Stefano Tintori, 48enne bergamasco, colpito da malore è spirato mentre si trovava a percorrere la ferrata numero 6 che attraversa la «Stretta di Luina», un canyon naturale davvero suggestivo, ormai divenuto, grazie al lavoro del Gruppo Ferrate che gestisce il Parco delle Fucine, un passaggio attrezzato che lascia l’escursionista a bocca aperta. Tintori era giunto al Parco delle Fucine, in compagnia della moglie e delle 2 figlie, assieme ad un’altra coppia di amici. E dopo la sosta al ristoro iniziale, mentre la moglie ed una delle 2 figlie avevano deciso di rimanere lì ad aspettare, gli altri 4 hanno proseguito con l’intenzione di andare a percorrere la ferrata numero 6, che attraversa un canyon naturale che lascia letteralmente a bocca aperta. Adeguatamente attrezzati ed imbragati, i 4 hanno iniziato il percorso, che inizia su terreno umido per poi condurre ad un ponticello dentro la «Stretta» dove è bene, per la propria sicurezza, sfruttare l’apposito cavo che facilita l’appiglio fino allo «spigolo». Lungo il percorso poi si sale aggirando gradualmente a sinistra lo spigolo stesso ed utilizzando la presenza di un piolo metallico per raggiungere una piccola zona di sosta. Dopo la ripartenza il cavo devia bruscamente a destra e dopo un gradone roccioso si raggiungono in successione i 2 passaggi più delicati. Le difficoltà terminano poi in coincidenza con la partenza di un ponte tibetano. Mentre i 2 amici erano andati un po’ avanti, il 48enne ha iniziato a non star bene e di questo ha avvisato la figlia che stava con lui. Questa ha accelerato e raggiunto i 2, che alla fine del percorso aspettavano l’arrivo di Tintori e della figlia:«Papà mi ha detto che non si sente bene» ha detto «avvisate la mamma». La coppia, ferma in un posto dove il telefonino non prende ha dovuto spostarsi fino a ritrovare il segnale ed a quel punto hanno avvisato la moglie del 48enne, che subito si è avvicinata ad uno dei componenti del Gruppo Ferrate e l’ha avvisato di cosa stava accadendo e quale percorso aveva preso il marito. SUBITO È PARTITA l’operazione di soccorso, con chi è corso sul posto a prestare aiuto al 48enne e chi invece ha immediatamente allertato i soccorsi. Nel frattempo un escursionista, passato anche lui nella «Stretta di Luina», ha incontrato l’uomo rendendosi conto di come fosse svenuto e, forse, già morto. E la cosa ha avuto triste conferma quando sono arrivati anche i soccorritori del Gruppo Ferrate. In poco tempo sono arrivati anche i Vigili del Fuoco da Salò, il Soccorso Alpino, i carabinieri delle 2 stazioni di Vestone e Sabbio Chiese, ma ai medici non è rimasto altro da fare che costatare il decesso del 48enne. Per togliere il suo corpo da lì, ancora imbragato sulla ferrata all’interno della «Stretta di Luina», ha dovuto intervenire l’elicottero del soccorso che, con l’aiuto di chi lo stava attendendo dentro la «Stretta», lo ha «verricellato» trasportando poi il corpo senza vita in Valle Duppo. Questa è poi rimasta a lungo nella zona d’entrata al Parco delle Fucine, in attesa del trasporto, in via di predisposizione, nella Bergamasca, a casa, per essere ricomposta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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