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mercoledì, 14 novembre 2018

Mamme e papà
separati. Promosso
l’affido condiviso

Fa discutere il disegno di legge sull’affido condiviso

È d’accordo sulla linea generale, anche se con differenze non da poco: Gianluigi Lussana, fondatore dell’associazione Mammepapàseparati Italia, apprezza con riserve il lavoro del senatore bresciano Simone Pillon, primo firmatario del disegno di legge Lega e Cinque Stelle sull’affido condiviso. «Il ministro Fontana, da cui siamo stati due volte (l’ultima giovedì assieme a Simona Bordonali, Carlo Ioppoli di Anfi, Lorenzo Iacobbi del Centro Studi Familia e Carlo Fiori di Uildm, ndr), ha fatto sue le nostre proposte di modifica: la bigenitorialità è un concetto correttissimo, ma quando ci sono le condizioni per attivarla». Sacrosanti, per Lussana, sono i tempi paritetici e il mantenimento diretto, ma nel caso in cui entrambi i genitori lavorino. «Spesso accade che durante un matrimonio, di comune accordo i coniugi decidano che la mamma smetta di lavorare. In questo caso come fa una donna, dopo la separazione, a pagare la gestione dei figli? Lo stesso vale per un padre che perde il lavoro». Altro punto discusso riguarda l’introduzione dei patti prematrimoniali: «Pillon non ne fa cenno, ma sono essenziali: lo Stato deve dare la possibilità a una coppia, in via facoltativa, di stringere dei patti quando il rapporto è ancora roseo, così da ragionare a mente lucida sul proprio futuro. Queste intese devono entrare nell’ordinamento giuridico e, a mio parere, sono la vera prova d’amore perché è quando si va d’accordo che si deve progettare in maniera consapevole, non quando non ci si sopporta più». Altro punto mancante della proposta Pillon, afferma Lussana, è la gestione dei cambi di residenza o domicilio dei figli quando un genitore separato (più di frequente la mamma), decide di trasferirsi, lasciando l’altro genitore lontano dai ragazzi, con l’onere di andarli a trovare, magari nei fine settimana, con spese spesso gravose. «Oggi un genitore può portare via i figli semplicemente dando notizia all’altro con una raccomandata. Questa cosa deve cambiare: la nostra proposta è che ogni trasferimento sia deciso da un giudice, così da valutare tutti gli aspetti». ALTRA PROPOSTA, che secondo Lussana pare aver fatto particolare breccia nel ministro, è l’istituzione di un registro della bigenitorialità, che risulta poco definito nell'attuale disegno di legge. «In ogni Comune vorremmo fosse istituito un registro su cui un genitore, quando i rapporti con l’ex sono talmente logori da non parlarsi, possa chiedere di far pervenire tutte le comunicazioni ufficiali relative al bambino, ad esempio quelle scolastiche o sanitarie. In questo modo mamma e papà saranno informati di notizie e impegni che spesso il genitore a cui sono affidati i figli tace». • © RIPRODUZIONE RISERVATA