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19.09.2018

Manuela, Riesame per
Pasini e nuovi
elementi per l’accusa

Proseguono gli accertamenti della Scientifica dei carabinieri FOTOLIVE
Proseguono gli accertamenti della Scientifica dei carabinieri FOTOLIVE

In aula è stato ribadito che per l’indagato si è trattato di un incidente. Ma nel frattempo dalle indagini che procedono senza sosta sarebbero emersi nuovi elementi, considerati di rilievo dalla procura. A palazzo di giustizia ieri si è tenuta l’udienza, davanti al tribunale del Riesame, in cui si è discussa la richiesta di domiciliari per Fabrizio Pasini, in carcere con l’accusa di aver ucciso volontariamente Manuela Bailo, 35 anni. Secondo la difesa del 48enne di Ospitaletto, rappresentata dall’avvocato Pietro Paolo Pettenadu, si è trattato di un incidente: la 35enne sarebbe morta in seguito a una caduta dalle scale avvenuta durante un litigio, a Ospitaletto, nella casa dell’abitazione della madre di Pasini. Un incidente, quindi, con la conseguente riqualificazione da omicidio volontario - contestato dall’accusa - in preterintenzionale. Alla richiesta di arresti domiciliari si è opposto ieri il pm Francesco Milanesi. A quanto si è appreso la procura sarebbe in possesso di elementi ritenuti rilevanti nelle indagini, ma che non sarebbero stati svelati nel corso dell’udienza. Quelli appena trascorsi sono stati del resto giorni di notevole lavoro per procura e carabinieri. La scientifica è stata impegnata in sopralluoghi nell’abitazione in cui è avvenuto il delitto a Ospitaletto, ma anche nei rilievi sulle due auto già finite al centro delle indagini. PER LA DIFESA sarebbe molto importante dimostrare la presenza di sangue sulle scale dell’abitazione, perché il particolare contribuirebbe a rendere sostenibile la tesi della caduta accidentale. Anche per questo la difesa ha evidenziato ieri che fino a questo momento non sono disponibili nemmeno i risultati definitivi dell’autopsia. Ma la procura continua ad essere convinta che Fabrizio Pasini non abbia raccontato la verità, che ci siano anche elementi che potrebbero addirittura portare alla premeditazione. Aggravante che non è contestata fino a questo momento. Nella giornata di ieri il Tribunale del Riesame non aveva ancora sciolto la riserva sulla richiesta della difesa ed è probabile che siano necessari alcuni giorni. La posizione di Fabrizio Pasini è in ogni caso molto pesante per diverse ragioni. Tra le altre, c’è la questione dell’inquinamento probatorio. Tutti i messaggi inviati per depistare le ricerche di Manuela rappresentano un elemento rilevante nel castello accusatorio. «Ho perso la testa dopo la morte di Manuela», ha detto Pasini nelle ore successive all’arresto, avvenuto al rientro dalle vacanze. Per questo avrebbe scritto quei messaggi e avrebbe occultato il cadavere di Manuela in una cascina in provincia di Cremona. Ma sin dai giorni successivi alla scomparsa della 35enne di Nave, i carabinieri, coordinati dalla procura, hanno iniziato a raccogliere elementi che portavano a Fabrizio Pasini. E quando il 48enne è rientrato dalle vacanze hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione e all’interrogatorio in cui poi è crollato. Ma non si è trattato del «crollo» definitivo, secondo gli inquirenti. C’è parecchio altro da chiarire. Per questo si continua a lavorare, a raccogliere elementi che - a quanto pare - si stanno rivelando importanti per le indagini. Tutto ciò in attesa di una pronuncia molto importante da parte del Tribunale del riesame. In un contesto in cui l’accusa, procede senza sosta per continuare a sostenere la tesi dell’ omicidio volontario e sta portando a una ricostruzione che sembra rendere sempre più complesso il lavoro della difesa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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