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12.08.2017

Mattone in lieve ripresa
ma Brescia va col freno

Se si vuole avere un’idea plastica di come gli anni della crisi hanno trasformato il settore dell’edilizia basta guardare i numeri sui permessi di costruire diffusi in questi giorni dall’Istat. Gli ultimi dati sono relativi al 2015 ma offrono uno spaccato significativo del trend del mercato. Si riferiscono esclusivamente alle nuove costruzioni sia di carattere residenziale che non residenziale. Non sono quindi contemplate le ristrutturazioni. In provincia di Brescia nel 2015 i permessi per costruire nuovi fabbricati residenziali sono stati 387, con una volumetria totale di oltre 412 mila metri cubi e una superficie di 153 mila metri quadrati. Se si raffrontano questi numeri con quelli del 2007, di dieci anni fa quando il mercato del mattone viaggiava a gonfie vele, l’edilizia era il volano dell’economia e all’orizzonte non si intravedevano ancora le avvisaglie della crisi, il divario è enorme. In quell’anno furono rilasciati 1.238 permessi per costruire, per volumetrie che superavano i due milioni 970 mila metri cubi e superfici di oltre 941 mila metri quadrati. In nove anni il numero dei permessi nel Bresciano si è dunque ridotto a meno di un terzo, mentre le volumetrie sono circa un settimo di quelle del 2007.

Le abitazioni nuove - un fabbricato ne può contenere più di una - nel 2015 ammontano invece a quota 901. Nel 2007 erano state 7.134. Lo stesso confronto si può fare sul numero delle stanze. Nel 2015 è stato dato il permesso per costruire in provincia di Brescia abitazioni con un numero complessivo di 3.550 stanze contro le 24.779 di nove anno prima.

Analizzando i dati anno per anno si può cogliere immediatamente che il primo crollo si è avuto nel 2009, seguito da una seconda forte frenata negli anni 2013-2014. Il grande stock di invenduto sul mercato che anche a Brescia ha portato al capolinea molte imprese di costruzioni si riflette in questi numeri. L’alto numero di case nuove da vendere presenti su un mercato fermo ha fatto crollare le richieste di costruire. Senza dimenticare il rallentamento imposto dai nuovi Piani di governo del territorio che, in un’ottica di ridurre il consumo di suolo, hanno contenuto le possibilità edificatorie.

C’È ANCHE da registrare che il dato del 2015 segna una piccola inversione di tendenza. Dopo anni di caduta libera i permessi di costruire sono tornati a crescere. Nel Bresciano il numero dei fabbricati è passato dai 356 del 2014 ai 387 del 2015. In ripresa anche le volumetrie e le superfici complessive. Così pure il numero delle abitazioni che salgono da 774 a 901, e delle stanze che passano da 2.971 a 3.550. Ogni valutazione rischia di essere prematura, trattandosi di un aumento molto contenuto. Per avere un quadro dell’andamento generale del comparto delle costruzioni ci sarebbero da misurare anche le dimensioni degli interventi di ristrutturazione. Una buona fetta di interventi, a cominciare da Brescia, anche grazie alle misure di incentivazione decise dai Comuni, negli ultimi anni è stata infatti dedicata agli interventi di recupero del costruito. Gli investimenti in parte si sono certamente spostati dal nuovo alle ristrutturazioni, ma la frenata delle nuove costruzioni negli anni della crisi non si spiega solo così.

Un discorso a parte riguarda i fabbricati non residenziali. In questo caso il numero dei permessi di costruire è molto più basso ma le volumetrie sono decisamente superiori. I fabbricati non residenziali per i quali è stato chiesto il permesso nel 2015 sono stati 201 contro i 392 del 2007, con una diminuzione in nove anni di quasi il 50 per cento. I volumi sono invece passati dai 4 milioni del 2007 agli oltre 2 milioni 720 mila del 2015.

Piergiorgio Chiarini
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