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29.09.2017

Maxi rissa in cella,
paura a Canton
Mombello

L’ingresso del carcere cittadino di canton Mombello
L’ingresso del carcere cittadino di canton Mombello

Non c’è pace tra le celle del carcere di Brescia dove, dopo i continui appelli perchè vengano rinpinguati i numeri degli agenti di Polizia in servizio e l’emergenza sul sovraffollamento, ieri si è rischiata la tragedia. Una maxi-rissa è infatti scoppiata nel pomeriggio di ieri all’interno del carcere Canton Mombelli dove si sono affrontati detenuti di etnia diversa.

Alla fine la sono stati coinvolti oltre venti reclusi e ad avere la peggio sono stati in quattro che hanno riportato ferite ed escoriazioni. Ancora sanguinanti al volto per i colpi subiti ed con qualche frattura, sono stati soccorsi e medicati in ospedale. La direzione, dopo aver accertato che la situazione foss etornata alla normalità e alla sicurezza, ha disposto immediatamente la chiusura delle sezioni detentive interessate. I responsabili della rissa sono stati rinchiusi in una sezione diversa da quella di appartenenza. «La tensione rimane altissima all’interno del carcere, si temono altri disordini, per questo la direzione ha disposto la massima allerta tra il personale di polizia penitenziaria - ha spiegato in una nota la Cgil -. Purtroppo il carcere di Brescia, con tutte le sue limitazioni e carenze strutturali, non risponde più ai canoni di una detenzione moderna e negli ultimi periodi si è caratterizzato per risse e disordini vari che hanno comportato anche un serio rischio per i lavoratori della polizia penitenziaria che, anche se sott’organico, sono riusciti e riescono a mantenere la sicurezza ma con tantissimo sacrificio, in queste condizioni è a rischio anche l’idea del trattamento stesso».

Una situazione al limite che già in passato aveva portato i sindacati a denunciare i problemi di gestione tra personale mancante.

Ad agosto una delegazione di attivisti del partito radicale e socialista guidata da Gianni Rubagotti (radicale) ha fatto visita, con l’assessore comunale di Brescia Roberta Morelli, al carcere denunciando chiaramente i problemi già noti che vanno dal sovraffollamento alla scarsità degli agenti penitenziari. Parlando di numeri, con la direttrice dell’istituto di pena Francesca Gioieni, all’interno ci sono 313 detenuti rispetto ai 189 che ne potrebbe contenere.

OLTRE AGLI aspetti medici, visto che ci sono 128 detenuti tossicodipendenti, 100 casi affetti da psiche e alcuni sieropositivi. La gestione degli istituti di pena, però, è ministeriale e spesso le procedure burocratiche bloccano il sistema. Ieri l’ultimo grave episodio, con il nuovo appello perchè il Governo trovi una soluzione immediata. Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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