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16.05.2018

Meloni vuole una via
per Sana: «Brescia la
ricordi con il cuore»

Il pomeriggio di Giorgia Meloni in città è iniziato a Fiumicello, poco lontano da dove aveva casa la venticinquenne bresciana assassinata in Pakistan, suo Paese d’origine. La leader di Fratelli d’Italia, accompagnata dalla parlamentare del suo partito Daniela Santanchè, ha deposto un fiore ai piedi del cartello che indica via Carolina Bevilacqua, per l’occasione trasformata (grazie ad una scritta posticcia) in via Sana Cheema, «vittima della mancata integrazione». «Chiederemo a Paola Vilardi, prossimo sindaco di Brescia, di intitolare la strada a questa ragazza italiana che voleva vivere all’occidentale e che questo è stata uccisa dai genitori», ha scandito. La presidente di FdI ha puntato il dito contro «il buonismo di una certa sinistra che chiude gli occhi di fronte al processo di islamizzazione dell’Europa e dell’Italia». «Dispiace anche - ha proseguito - non avere ascoltato la voce delle femministe alzarsi per commentare questa vicenda». La breve permanenza di Meloni in città è continuata poi all’insegna delle «eccellenze bresciane», segnatamente con la visita privata al reparto di neonatologia del Civile e con una passeggiata in piazza Vittoria per assistere alla punzonatura delle vetture partecipanti alla 1000 Miglia. Infine, accolta nel suo comitato elettorale dall’aspirante sindaco del centrodestra, ha incontrato candidati e simpatizzanti del partito e dell’intera coalizione. Meloni, navigata nell’arte di galvanizzare il suo popolo, ha indicato in Vilardi la figura adatta a governare «una città che ha bisogno di carattere, a cui serve essere raccontata con più orgoglio e più amore, i cui cittadini hanno bisogno di maggiore difesa e protezione». Forti le connotazioni identitarie date dall’ex ministro al suo breve comizio: «Per noi prima viene la nostra gente, poi si parla di tutto il resto». La sua gente sono i protagonisti del piccolo commercio, in lotta «contro lo strapotere delle multinazionali». La sua gente sono «gli artigiani nelle loro botteghe e tutti coloro che i cinesi non potranno copiare mai». La sua gente sono «un uomo e una donna che vogliono mettere al mondo un figlio senza dover pensare ad un bambino come a un bene di lusso».

TEMA IMMIGRAZIONE, maneggiato come da copione consolidato: «Non è stato gestito volutamente, l’accoglienza indiscriminata è stato venduta come atto di solidarietà, ma di solidale nell’arricchire le cooperative che si dedicano a questo business non c’è nulla». Il «metodo Meloni» prevede tolleranza zero e modifiche secche al codice penale: «Spacciare droga a un minorenne va equiparato al tentato omicidio». Accenno finale alle vicende nazionali: «Matteo, pensaci bene prima di lanciarti in avventure che potrebbero non finire bene». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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