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03.10.2017

Milani senatore
a vita, candidatura
prende corpo

Fondazione Asm ha aperto la campagna per la candidatura di Manlio Milani a senatore a vita. Con una lettera a Sergio Mattarella e una raccolta firme attraverso il sito internet www.manliomilanisenatoreavita.it. C’è anche una pagina facebook. Anche a prestar fede alla interpretazione più restrittiva della norma, per Milani ci sarebbe spazio in Parlamento. Infatti secondo questa interpretazione ne potrebbero sedere contemporaneamente al massimo cinque di nominati, ed adesso ce ne sono quattro ancora in vita. A maggior ragione lo spazio per una nomina del presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage di piazza Loggia ci sarebbe nell’interpretazione più ampia, secondo la quale ogni presidente della Repubblica ha la facoltà di farne cinque di nomine.

La sottoscrizione è solo un modo per alimentare un movimento di opinione sul nome di Milani. Sicchè anche se l’obiettivo dichiarato è 10mila firme, la candidatura non dipende dal raggiungimento di quella cifra. Si tratta solamente di mostrare al Quirinale quanto rilevante sia il sostegno all’uomo che non ha mai smesso di chiedere giustizia e verità per le vittime del 28 maggio 1974. E che giustizia l’ha avuta lo scorso giugno dalla Cassazione che ha scritto la parola definitiva, condannando all’ergastolo gli ordinovisti Maggi e Tramonte. La candidatura nasce proprio quel giorno. Nella testa di Roberto Cammarata, presidente di Fondazione Asm, restano impresse alcune parole pronunciate da Milani a commento della sentenza: «Sentire carcere a vita mi provoca male allo stomaco». «Mi sono detto - ricorda Cammarata - questo è un uomo che ha il giusto senso della giustizia». Una giustizia non vendicativa anche al cospetto degli assassini della moglie.

UNA NOMINA all’«eroe mite», come Cammarata chiama Milani, sarebbe prima ancora che un riconoscimento alla sua tenacia o un risarcimento alla città, il segno di una stagione nuova. «E una candidatura politicamente trasversale». Ma Renè Capovin di Fondazione Micheletti vi dà una dimensione meno ecumenica: Milani è un pezzo della sinistra italiana e del Pci, è la politica del dopoguerra con il suo respiro sociale che arriva con lui fino a noi, fino alla stagione dei partiti azienda e di plastica. E ammonisce: «Non è la candidatura di tutta la città, c’è una parte di essa che non è mai stata con Milani».

Eugenio Barboglio
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