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04.06.2017

Milk agli Lgbt: «Mettiamoci la faccia»

Stuart Milk (secondo da sinistra) durante l’incontro al Mo.Ca
Stuart Milk (secondo da sinistra) durante l’incontro al Mo.Ca

«The power of visibility». L’importanza di esserci e contare, di metterci la faccia e non nascondersi è stata il filo conduttore dell’intervento, al Mo.Ca, di Stuart Milk, nipote del politico e attivista statunitense per i diritti degli omosessuali assassinato per questo nel 1978 (con una condanna per il killer a sette anni), reso famoso dal film omonimo con Sean Penn.

L’incontro era organizzato da Orlando Arcigay, Famiglie arcobaleno, Agedo, in collaborazione con il centro studi Pegaso e con il consolato americano di Milano, all’interno della serie di eventi in preparazione del Pride, in calendario per la prima volta a Brescia il 17 giugno. Stuart ha ereditato la militanza nella Milk foundation e la battaglia per i diritti umani in generale e in ogni dove, oltre che per la comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, trans gender). «Il nascondersi è una perdita non solo per il singolo, per la società, per il mondo» ha sottolineato. Che non sia semplice il coming out lo sa anche Milk che, quando confessò di essere gay ai genitori, impegnati nella fondazione e molto aperti, li vide piangere. «Sapevano che la mia vita sarebbe stata difficile». Non come per lo zio, vissuto in tempi molto più duri.

COME LEVI STRAUSS con cui la fondazione collabora. Ai presenti in regalo un suo gadget, una spillettina arcobaleno col pollice ok. «La differenza deve essere un punto di forza, non solo per gli lgbt ma per le donne, gli immigrati, gli handicappati, le minoranze di ogni genere. I veri eroi non sono gli attivisti ma tutti coloro che ogni giorno cercano di vivere la loro vita in modo autentico» ha detto fra gli applausi Milk, raccontando alcune storie di difficile outing. Raccontando di quando alcuni anni fa a Verona, in contrapposizione al Pride, ci fu un corteo a sostegno della famiglia: «La famiglia vera non era quella che descrivevano, è quella che include e non emargina». In sala era seduta Laura Castelletti, vice sindaco, alla quale Milk, ha domandato come mai il Comune non abbia ancora risposto alla richiesta di patrocinio per il 17. E Castelletti ha chiarito che, a una manifestazione contro le discriminazioni l’amministrazione avrebbe concesso il logo, ma «poiché vi era allegato un documento politico» la richiesta è rimasta in stand by, necessitando di una differente riflessione, «anche perché alcune scelte non sono di competenza comunale».

Magda Biglia
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