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16.04.2018

Mille chitarre in
piazza, unico
raggio di sole

Sopra piazza Loggia, un cielo grigio e depresso. Primavera, questa sconosciuta. Ma i duri non piangono e le gocce d'acqua alla fine fanno pure colore: mille chitarre e altrettanti ombrelli in una domenica pomeriggio di meteo inglese che ha però miseramente fallito il tentativo di rovinare la festa bresciana. Merito della musica, nella sua versione più genuina e nazional-popolare, che ancora una volta ha irradiato vibrazioni positive dando un senso aggregativo, empatico e unificante alla sesta edizione di «Mille chitarre in piazza», maxi concerto «dove tutti sono protagonisti» organizzato da Isaia Mori e Antonio D'Alessandro, anche ieri mattatori in prima linea sul palco a lanciare la carica degli appassionati della sei corde, che hanno esorcizzato le nuvole con il loro canto libero. UN CORO ALL'UNISONO senza sofisticazioni e senza particolari velleità artistiche, coeso invece nella semplice voglia di stare assieme, condividendo un momento e i ricordi legati a un pugno di canzoni, come un enorme falò in spiaggia col mare. Niente limitazioni di generi e di stili, nessun confine fra palco e platea, nessuna distinzione tra musicisti ispirati e riff amatoriali, fedeli al manifesto «inclusivo» che rappresenta l'essenza dell'iniziativa: «Nonni e nipoti, chitarristi in fasce e maestri di conservatorio, metallari e classicisti, tutti uniti da un unico, grande, imperituro amore per lo strumento più figo del mondo». Così doveva essere e così puntualmente è stato. Dal primo pomeriggio fino agli ultimi sussulti a due passi di un tramonto impercettibile, con le chitarre richiuse nelle custodie assieme alla loro storia a dileguarsi lentamente nelle strade del centro. Nel mezzo, le istantanee da ricordare: «Rimmel» di De Gregori che non si sbava malgrado lievi traversi di pioggia, i super classici battistiani «Dieci ragazze» e «La canzone del sole», «Il pescatore» e «La mia banda suona il rock»; e ancora Beatles, Pink Floyd e «Imagine» (feat. Don Fabio Corazzina), l'immancabile inno dell'evento by Isaia Mori, prologo all'applauditissima novità di quest'anno, ovvero le «botte di nostalgia» sparate nel finale: «Albachiara», «Il ragazzo della via Gluck» e «50 Special», oltre le generazioni, in totale armonia. Alla fine foto di gruppo con le chitarre alzate (compresa quella del sindaco Emilio Del Bono) e arrivederci al prossimo anno. Con un intermezzo per ingannare l'attesa: il prossimo 7 ottobre il format «Mille chitarre in piazza» - in collaborazione con Radio Number One - sarà esportato anche a Monza. •

Elia Zupelli
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