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14.09.2017

Mobilità, il piano fino
il 2036 punta su
metrò, tram e bici

Dopo un anno di lavoro dei tecnici, arriva al dunque il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), e il sindaco Emilio Del Bono dovrebbe presentarlo a breve. Dentro c’è tutto quel che serve a disegnare la mobilità cittadina dei prossimi vent’anni. I suoi punti di forza saranno il prolungamento della metro fino a Concesio San Vigilio, una linea tranviaria dalla Pendolina alla Fiera passando per centro storico e Stazione Fs, un secondo tram da via Vallecamonica al centro fino a viale Bornata e (forse) Sant’Eufemia, infine una nuova linea bus sul percorso Ospedale, via Veneto, Stazione, Foro Boario, San Polo. Il tutto è scritto nella Sintesi non tecnica depositata in Regione per l’avvio del procedimento Vas (Valutazione ambientale strategica).

FINORA la pianificazione della mobilità cittadina è stata condotta con piani di settore di breve periodo, a volte trascurando una visione complessiva. Con la metro e il Piano di bacino provinciale a cui sta lavorando l’Agenzia del Tpl, emerge la necessità di un piano strategico che interessi sosta, traffico, trasporto pubblico e ciclabilità in città e in tutta l’area metropolitana tra Palazzolo e Desenzano. Insieme alle nuove infrastrutture di trasporto, dunque, il Pums individua la possibilità di realizzare 32 isole ambientali a elevata accessibilità con il Tpl, che offrano condizioni sicure e gradevoli di fruibilità ciclopedonale grazie a Ztl, aree pedonali, Zone 30... E quanto al centro storico, mette in primo piano la riqualificazione di alcune vie di accesso (corso Martiri, via Gramsci, via Crispi) e di uscita (corso Cavour). Il sistema del trasporto pubblico visto a scala urbana prevede nuove linee di forza (con i tram) verso l’Oltremella, Porta Venezia, i quartieri sudoccidentali, e a scala metropolitana l’implementazione delle ferrovie suburbane con una serie di attestamenti esterni dei bus per superare le criticità attuali. A livello urbano l’estensione della metro a Concesio (a lungo termine) dovrebbe sostituire la penetrazione dell’autostrada Valtrompia verso la tangenziale nord. E i tram Pendolina-Fiera e Vallecamonica-Bornata dovrebbero servire le zone fuori portata della metro. Gli attestamenti esterni potranno avvalersi dei parcheggi scambiatori di Prealpino (e in futuro di San Vigilio) a Nord, di Sant’Eufemia a Est, di Poliambulanza, Volta e Salgari a Sud, della Fiera a Ovest. A livello metropolitano il Pums prevede servizi ferroviari cadenzati sulla mezz’ora (15 minuti per Brescia-Castegnato), con velocità commerciali di almeno 45 chilometri/ora sulle direttrici per Iseo, Palazzolo, Chiari-Treviglio, Manerbio-Cremona, Ghedi-Montichiari e Desenzano. E siccome le auto ci saranno comunque, le strade saranno classificate in primarie, di distribuzione (radiali e ring) e locali. Per restare alle primarie, si prevede la riqualificazione della tangenziale ovest, la terza corsia sulla parte orientale della tangenziale sud, il collegamento diretto tra le vie Vallecamonica e Rose alternativo a via Milano, la variante San Zeno da sud, la bretella di Caionvico per la connessione diretta con la tangenziale alleggerendo Sant’Eufemia. Con l’avvertenza che il tutto sta in un orizzonte fino al 2036. L’im- portante è che ci sia un Piano – è la filosofia -. Poi non si farà tutto insieme e si andrà per priorità.

Mimmo Varone
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