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12.07.2018

Mostre, Tiziano
chiude a quota
25mila

Chiude a quota 25.249 visite la mostra «Tiziano e la pittura bresciana del Cinquecento», promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Musei tra il 21 marzo e il 1 luglio scorsi, e organizzata per celebrare la riapertura della rinnovata Pinacoteca Tosio Martinengo. Il dato, diviso per i 107 giorni di apertura, porta la media quotidiana a 236 ingressi, mentre le cifre complessive rimandano a un totale di 49.592 visite, con l’aggiunta di quelle alla sola Pinacoteca (20.256) e al Museo Diocesano (4.087), compresi in un pacchetto unico cumulativo, attraverso un biglietto integrato. Quelli emessi sono stati, in tutto, 33.474.

LE RILEVAZIONI soddisfano il vice sindaco e assessore alla Cultura, Laura Castelletti. «Una buona affluenza – riflette Castelletti –, frutto di una forte rete di relazioni costruite. Per oltre 3 mesi Brescia ha offerto uno sguardo privilegiato su Tiziano». Giudizio condiviso anche dal direttore di Fondazione Brescia Musei, Luigi Di Corato, presente alla conferenza di consuntivo in Loggia insieme a Roberta D’Adda e Mario Mistretta, anch’essi di Brescia Musei, e a don Giuseppe Fusari, direttore del Museo Diocesano «Si è trattato di un’operazione molto complessa, un evento nell’evento all’interno della riapertura della Pinacoteca – l’analisi –, che ha rappresentato un momento di sviluppo culturale autonomo nella nostra città, con la riunione di 60 opere provenienti dai più importanti musei d’Italia». Tra gli altri dati significativi figurano i 329 spettatori che hanno partecipato alle proiezioni cinematografiche sul Rinascimento organizzate al cinema Nuovo Eden, e le 304 visite guidate alla stessa mostra di Tiziano, con 4.884 partecipanti. Gli studenti nei corridoi di Santa Giulia sono invece stati 1.154, e 1.179 quelli che hanno anche preso parte a una delle proposte didattiche studiate dai Servizi Educativi della Fondazione. «La mostra ha avuto il significato di riconsiderare concetti che non erano mai stati sviscerati – aggiunge Roberta D’Adda – , attraverso una presenza viva delle opere. Qualcosa di eccezionale, per aprire il ventaglio di tutte le voci della pittura bresciana».

COSTI. L’investimento dovrebbe toccare gli 800mila euro complessivi, su cui pesa la spada di Damocle dell’Iva. «Stiamo valutando nel dettaglio tutte le voci, mancano ancora delle fatture – spiega Di Corato –. Per la Fondazione l’Iva costituisce un debito: non abbiamo la possibilità di detrarre e questo appesantisce la nostra situazione finanziaria. In generale, è una zavorra per le associazioni no profit. Anche se, tengo a precisare, siamo ben lontani come spese dai milioni degli anni passati». Riferimento alle precedenti gestioni e alla ricerca di una sostenibilità economica per le esposizioni bresciane. E il pubblico? La mostra è generalmente piaciuta, con alcune critiche sul numero ridotto dei quadri di Tiziano nella totalità del percorso. Obiezioni rimandate al mittente da Di Corato: «Era più facile mettere in piedi un’esposizione con 20 Tiziano – riflette il direttore di Brescia Musei –. La mostra del secolo, su di lui, la farà forse Palazzo Reale tra 3 anni. Noi volevamo un’altra cosa: raccontare il rapporto tra l’artista e Brescia, recuperare le nostre radici. Noi produciamo, ed è faticoso: la sfida è affermare cos’è Brescia. Quindi posso dire che ci sono stati i Tiziano necessari a raccontare il legame tra il pittore e la città». Una visione chiara, che si riverbera anche sulle scelte future: di nomi ancora non ce ne sono, ma la linea di continuità è tracciata. «Niente Maya, per esempio – interviene il sindaco Emilio Del Bono –: la linea strategica che ci siamo dati in questi anni diventerà sempre più comprensibile nei prossimi. Le mostre sono l’occasione per riappropriarci del nostro patrimonio, un’opportunità che il cittadino ha di ripercorrere la storia, grazie a un concreto investimento sul patrimonio. Puntiamo a far conoscere Brescia nella sua dimensione attrattiva, e gli investimenti sul sistema museale saranno sempre più consistenti: quando ampli l’offerta, devi poi riadattare i tuoi costi. Stiamo avendo una crescita, da questo punto di vista». Per le prossime iniziative serve pazienza, intanto l’ultimo ragionamento di Di Corato coinvolge il futuro imminente di Santa Giulia: «Il 65% degli spazi della zona mostre saranno oggetto dei lavori di preparazione che porteranno all’intervento sui tetti. Assicureremo la presenza di uno spazio nell’area di fronte a quella dove, attualmente, è collocata la mostra di Scianna: vi stupiremo con una bellissima sorpresa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Jacopo Manessi
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