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08.02.2018

Movida e sanzioni:
cambia il
regolamento

Donatella Albini (Alcb)Paola Vilardi (Fi)
Donatella Albini (Alcb)Paola Vilardi (Fi)

Mimmo Varone Tra una decina di giorni Brescia avrà regole meno discrezionali e più stringenti per sanzionare la movida troppo chiassosa. Ieri la commissione Sicurezza presieduta da Francesca Parmigiani ha approvato all’unanimità la modifica di un paio di articoli del Regolamento di Polizia urbana (il 39 e il 68), e il 19 febbraio prossimo il Consiglio comunale approverà. Quel regolamento, però, ha suscitato da sempre critiche, e qualche perplessità anche all’interno della stessa maggioranza. Sicchè metterci mano non è mai indolore e le opposizioni hanno colto l’occasione per chiederne un «riesame politico». LE MODIFICHE, volute dalla stessa Polizia locale, cancellano elementi di discrezionalità che avevano dato luogo a parecchi ricorsi (quanti sono si saprà il 19) da parte dei titolari di pubblici esercizi e li sostituiscono con criteri che garantiscono maggiore imparzialità. Fino ad oggi valeva la norma secondo cui dopo tre violazioni nel corso dell’anno solare il dirigente Suap poteva sospendere la licenza fino a 60 giorni, e le sospensioni venivano comminate a discrezione, per 10, 12, 15 giorni e via dicendo. Ora in caso di persistenza e ripetizione di fenomeni di turbativa dopo le 23, si introduce una progressività di sanzioni. Dopo il primo accertamento – spiega il comandante Roberto Novelli, presente in commissione insieme all’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti -, scatta la sola multa di 130 euro. Alla seconda violazione nell’anno solare, alla multa si aggiunge la riduzione alle 23 dell’orario di apertura. Alla terza violazione accertata dagli agenti, i giorni di limitazione dell’orario raddoppiano a 20. In caso di ulteriore reiterazione scatta la sospensione della licenza, per 15 giorni alla quarta violazione e per 30 giorni se si continua. E l’inosservanza del provvedimento di sospensione può comportare la revoca della licenza. «L’esigenza è nata dagli agenti per avere linee guida più precise per gli accertamenti delle violazioni – spiega Novelli –, anche quando usano il fonometro per controllare il superamento dei valori acustici». E precisa che nel corso del 2017 le sanzioni sono state una trentina. A cui si è arrivati «non in modo vessatorio - aggiunge Muchetti – ma dopo reiterati inviti a chiudere le porte e a tenere un comportamento più civile e corretto». I nuovi criteri vanno bene a tutti, salvo qualche perplessità giuridica di Francesco Onofri (Piattaforma civica), che vuole capire bene se la progressività delle sanzioni non tolga al sindaco la possibilità di intervenire con un’ordinanza urgente in caso di violazioni di estrema gravità. «Non vorrei che tipizzare rigidamente – osserva -, imbrigliasse la facoltà di intervento immediato in caso di violazioni che procurano gravi danni al contesto del quartiere». Ma al di là di questo, restano le perplessità sull’impianto del regolamento. Se il leghista Massimo Tacconi annuncia voto favorevole senza riserve, Paola Vilardi (Forza Italia) ritorna a quanto accaduto con i plateatici del Mercato dei grani di piazzale Arnaldo per sottolineare che «in quel caso ha pagato anche chi si è comportato bene». Dalla maggioranza, poi, Donatella Albini (Al lavoro con Brescia) aspettava l’occasione di tornare a parlare di un regolamento «non condiviso». Se va bene perseguire l’inquinamento acustico, «va tenuto presente che nelle vie strette del centro il problema è causato soprattutto dal traffico automobilistico», dice. Prendersela solo con la movida, insomma, e con chi consuma bevande nelle «molti discrezionali immediate vicinanze del plateatico» non va bene. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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