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martedì, 21 novembre 2017

Muore dopo
l’intervento. Indagato
primario del Civile

Una morte nei giorni successivi a un intervento. Non si tratterebbe, se confermato, del primo caso di malasanità. Ma stavolta le indagini della Procura di Brescia sono state condotte per omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione.

SOTTO INCHIESTA è finito il professor Claudio Muneretto, primario della cardiochirurgia universitaria dell’Asst Spedali Civili. Si tratta della morte di una paziente: A. M. 57 anni, veronese. Venne operata a Brescia, ma morì a Padova nei giorni successivi. Al centro della vicenda giudiziaria è finito quanto sarebbe accaduto al Civile, in quell’intervento. Una lunga operazione. Nei giorni successivi all’intervento le condizioni della donna apparvero subito molto gravi e Muneretto ne decise il trasferimento a Padova dove la paziente morì cinque giorni dopo. Il trasferimento nell’ospedale di Padova è al centro delle indagini. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Ambrogio Cassiani lo spostamento da Brescia sarebbe stato deciso dal primario perché temeva che la donna potesse morire a Brescia e questo avrebbe gettato discredito sulla sua attività professionale. La Procura ha notificato all’indagato la chiusura delle indagini con la pesante ipotesi di accusa. Dal canto suo il professor Muneretto spiega che «l’avviso di garanzia ricevuto si inserisce nella complessa vicenda della cardiochirurgia degli Spedali Civili di Brescia, presso i quali operano due diverse strutture cardiochirurgiche, una Universitaria e la seconda Ospedaliera. Da oltre 2 anni è in atto una attività persecutoria ai danni della struttura universitaria, vittima di decine di lettere anonime tanto false quanto calunniose, inviate a pazienti e parenti, magistratura, dirigenza ospedaliera e organi regionali di controllo. Fino a oggi tutte le indagini scaturite da queste attività criminali si sono risolte con l’archiviazione o il non luogo a procedere evidenziando il buon operato mio e della mia equipe». Inoltre Muneretto «è certo di potere dimostrare la propria assoluta buona condotta attraverso le indagini difensive che verranno espletate nelle prossime settimane, indagini che chiariranno con assoluta certezza la sua estraneità ai reati contestati e il buon operato di tutta la sua equipe, una equipe che vanta risultati di eccellenza riconosciuti in campo internazionale».