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09.08.2011

Musei a tutto gas: Brescia diventa sempre più una città «turistica»


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Brescia muta lentamente volto da polo industriale a città turistica. Il cambio è lento ma, dati alla mano, il processo sembra essere innescato. A metà anno il bilancio sul numero di visite alla città è positivo, soprattutto considerato il fatto che l'inserimento del complesso monumentale di Santa Giulia nella Lista Unesco non ha ancora dato i suoi frutti: «Qualcosa si è mosso, ma i veri numeri devono venire - ha dichiarato l'assessore alla cultura Andrea Arcai -; la notizia deve ancora entrare a pieno ritmo nei circuiti delle agenzie e degli appassionati».
La fotografia ai primi sette mesi dell'anno, fornita dall'osservatore privilegiato dell'InfoPoint di Largo Formentone, mostra due cambiamenti fondamentali rispetto al «visitatore tipo». Il primo riguarda la presenza sempre più massiccia di connazionali, provenienti soprattutto dal nord Italia: Lombardia, Liguria, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Agli oltre 12.800 visitatori italiani si sono aggiunti quasi 13.500 stranieri.
LA SECONDA novità riguarda gli spagnoli, che sembrano decisi a voler strappare il primato storico ai tedeschi (3.368 le visite allo sportello di questi ultimi contro le 2.795 degli iberici), probabilmente invogliati dalla rete di collegamenti low cost della Ryanair su Orio al Serio. A seguire gli olandesi e, a pari merito, gli inglesi e i francesi. «Il calo delle presenze inglesi è fisiologico - spiega Alessio Merigo, amministratore delegato di Bresciatourism - per il cambio sfavorevole tra sterlina ed euro. Ci fa invece piacere l'incremento di visite dalla Spagna, che premia la campagna che abbiamo voluto attivare nel Paese. Continua ad essere buono il flusso dalla Germania: anche lì siamo intervenuti con campagne serrate, soprattutto in Baviera».
I mesi focali per affluenza sono stati aprile e maggio, con buona probabilità in concomitanza di manifestazione di grande richiamo come la Millemiglia, la mostra su Matisse e il Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo.
Ad oggi la città non riesce a trattenere i visitatori per più di una giornata su un soggiorno che solitamente avviene in località limitrofe come la Franciacorta e i laghi, oppure in altre città d'arte italiane. «Stiamo lavorando molto sull'interscambio con la provincia - spiega Merigo -, soprattutto per valorizzare il titolo Unesco». Le presenze annuali sul Garda si aggirano intorno a svariati milioni che, opportunamente istruite e invogliate, potrebbero scoprire che Verona non è la sola città d'arte meritevole nel circondato.
RISPETTO allo stesso periodo dello scorso anno si è rilevato un aumento delle presenze, che conferma come l'InfoPoint sia un servizio necessario per tutta la città. «Siamo tra i pochi sportelli turistici aperti tutti i giorni dalla mattina alla sera - fa notare Merigo - e vantiamo un servizio che molti ci stanno copiando: la newsletter». Chi volesse riceverla online per essere aggiornato su tutti gli eventi cittadini può richiederla in sede.
Anche sul fornte musei, nonostante il calo generalizzato di visitatori alle mostre in tutta l'Italia, Brescia tiene.
Il trend positivo rilevato allo sportello di Largo Formentone trova conferma negli ingressi ai musei civici, visitati negli ultimi sette mesi da quasi 300mila utenti. Tra i più apprezzati Santa Giulia, anche se più per le grandi mostre che per il sito in sé: «Questa è una cosa che va superata – spiegano Merigo e Arcai -: ci auguriamo che con l'inserimento nel patrimonio dell'umanità venga valorizzato anche il "contenitore"». Il solo complesso civico conta a fine luglio quasi 33.000 ingressi che, considerati i cinque mesi ancora mancanti per chiudere il 2011, dovrebbero superare i biglietti staccati nel 2010 (49.250 in tutto). Tutt'altri numeri sono gli ingressi nel periodo delle mostre, che con Matisse sono stati oltre 268.000. In futuro un'ulteriore fattore di incremento nell'incoming potrebbe essere la riapertura della vicina Pinacoteca Tosio Martinengo, prevista per la fine del 2012».
IN AUMENTO, rispetto agli ultimi due anni, il Museo del Risorgimento in Castello con oltre 11.300 ingressi, probabilmente per l'attinenza con le celebrazioni del 150enario dell'Unità d'Italia. Scarsino il Museo delle Armi che, in leggero calo rispetto ai primi sette mesi del 2010, nonostante il pregio degli oggetti contenuti stenta a decollare.

Michela Bono
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