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13.01.2018

Musei, nel 2018 obiettivo 300 mila visitatori

La vice sindaco, Laura Castelletti, e il sindaco Emilio Del Bono
La vice sindaco, Laura Castelletti, e il sindaco Emilio Del Bono

Silvana Salvadori Brescia può diventare una capitale culturale. Ne sono convinti il sindaco Emilio Del Bono e la sua vice Laura Castelletti che, nel presentare i dati sui musei civici del 2017, si sono sbottonati in una promessa non da poco: «Nel 2018 il comparto museale di Brescia supererà i 300 mila visitatori». Si tratta, quindi, di aggiungerne ben 80 mila a quanti sono passati fra le mostre della Leonessa d’Italia nell’anno appena concluso. Cifre che, solo fino a qualche anno fa, sembravano lontanissime. «NEL 2013 abbiamo ereditato un sistema museale in depressione - rincara il primo cittadino -. L’anno precedente i visitatori non arrivarono nemmeno a 80 mila in totale. Nel 2017 ne abbiamo registrati oltre 220 mila. Quest’ anno riapriremo la Pinacoteca Tosio Martinengo e sono certo che grazie a questo supereremo la quota dei 300 mila biglietti staccati». Un traguardo che, secondo le aspirazioni di Del Bono, sarebbe in realtà solo un passaggio verso numeri ancora più importanti. «Noi abbiamo una politica coerente e non schizofrenica - spiega e sostiene -. Fin dall’inizio abbiamo puntato ad investire cifre considerevoli in conto capitale, sistemando ad esempio la quarta cella del Capitolium e la Pinacoteca, e non sulla parte corrente del bilancio. Ora che i conti sono tornati a respirare, possiamo pensare di dare più soldi a Fondazione Brescia Musei per organizzare mostre di maggior respiro». Il riferimento alla polemica sollevata dalla consigliera di opposizione - e candidata sindaco alle prossime elezioni - Paola Vilardi si fa ancora più preciso: «Nel 2010 il Comune diede a Fondazione Brescia Musei 8,2 milioni di euro, noi l’anno scorso gliene abbiamo dati 2 portando a Brescia oltre 220 mila persone. Fare le pulci per centomila euro è una inutile polemica che si commenta da sé». Tolti i sassolini dalla scarpa, Del Bono svela le sue ambizioni per l’immediato futuro: «Con il nostro patrimonio artistico possiamo entrare fra le città italiane che alle biglietterie dei musei registrano numeri altissimi. La nostra precisa scelta politica è quella di continuare a valorizzare il patrimonio bresciano, pensando a non lasciare indietro il Museo del Risorgimento, quelle delle Scienze Naturali e il Musil». AL PANORAMA nazionale butta più di un occhio anche il vicesindaco Castelletti che, numeri alla mano, porta a casa qualche soddisfazione: «Nel 2017 i nostri visitatori sono stati un decimo di quelli passati dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. Per noi è entusiasmante ma non sorprendente: è il logico esito delle nostre scelte. In Italia fra il 2013 e il 2017 i turisti culturali sono cresciuti del 31%, a Brescia del 100%. Sono risultati che vanno al di là anche delle nostre aspettative». I numeri oggi sono tutti dalla parte della Loggia. A partire da quelli che si scrivono alla fine del conteggio di ciò che c’è in cassa. I ricavi dai proventi di biglietteria complessivi – che comprendono quindi i musei con le collezioni permanenti, il parco archeologico nella sua interezza, le mostre temporanee e il Cinema Nuovo Eden - nel 2017 sono arrivati a 1,1 milioni di euro. Nel 2013 furono 588 mila. E se la parte del leone l’hanno fatta le mostre temporanee (Dada, Photofestival, Ferlinghetti) con più di 358 mila euro, hanno dato una grossa mano anche il Museo Santa Giulia (oltre 351 mila euro) e il Cinema di via Nino Bixio (202 mila euro). Nel suo piccolo, anche il Museo delle Armi «Luigi Marzoli» ha fatto la sua parte con oltre 40 mila euro di ricavi, ma soprattutto registrando +40% di presenze rispetto al 2016 arrivando a 24.292 visitatori. L’unico segno negativo rispetto al 2016 lo hanno fatto registrare i bookshop che lo scorso anno hanno portato a casa «solo» 187 mila euro, mentre l’anno precedente erano stati più di 264 mila. «Nel 2016 i nostri shop hanno goduto dell’effetto Christo quando eravamo praticamente gli unici ad avere i gadget e il materiale ufficiale all’ apertura della mostra. Ma se si analizzano i dati dei bookshop togliendo quelli dell’an- no scorso si vede come il trend è sempre in crescita», spiega Luigi Di Corato, direttore della Fondazione. SODDISFAZIONI arrivano anche dai cosiddetti «servizi educativi» che portano gli studenti di ogni ordine e grado a varcare le soglie dei musei. Nel 2017 sono stati 45 mila, nel 2013 erano 12 mila in meno. «Stanno iniziando ad arrivare studenti dal bacino regionale, non più solo provinciale, e pure da fuori regione - dice Di Corato - è un dato che ci rende orgogliosi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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