CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

23.12.2017

Mutuo metrò, il Comune fa causa a Cdp

Il mutuo con Cassa Depositi e Prestiti è attivo dal gennaio 2013
Il mutuo con Cassa Depositi e Prestiti è attivo dal gennaio 2013

Mimmo Varone Quel mutuo acceso per completare la metropolitana «rasenta l’usura e sa di scarsa trasparenza». Parola dell’assessore al Bilancio Paolo Panteghini. E la Loggia porta Cassa depositi e prestiti davanti al giudice civile. L’atto di citazione è pronto, e in gennaio arriverà al Tribunale di Roma. In tre occasioni la Giunta Del Bono ha tentato ogni via per arrivare a una soluzione negoziata, ma Cdp si è mostrata inflessibile, e questa sembra l’unica strada rimasta. Con la speranza che porti l’Istituto finanziario del Mef (Ministero dell’Economia e finanze) a più miti consigli e si vada al tavolo di trattativa senza aspettare i tempi biblici della giustizia civile. Anche perché gli esperti di fiducia a cui si affida il Comune ravvisano almeno due elementi di incongruenza, in quel contratto, e ritengono concreta l’eventualità che Brescia veda riconosciuti i suoi diritti. Il mutuo della discordia è stato stipulato il 16 febbraio 2012 da Brescia Infrastrutture, controllata al 100 per cento dal Comune, per 123,7 milioni di euro al tasso fisso del 5.69 per cento, con un importo annuo di 9,3 milioni in rate semestrali dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2037. Basterebbe la rinegoziazione del giugno scorso con Ubi Banca, che ha permesso di ridurre il tasso dal 3.44 al 2.50 per cento, per farsi un’idea sull’esosità di quel tasso di oltre il doppio. Si ricorderà che il contratto è stato firmato in tutta fretta sotto la pressione delle riserve milionarie avanzate dall’Ati costruttrice della metro al tempo della Giunta Paroli, che rischiavano di impedire il completamento dell’opera. Già al momento della prima rata semestrale, tuttavia, era apparso chiaro che un paio di cose non andavano. Da un lato, il «trucco» di una clausola che «cercava di tradurre in testo una formula matematica e dava a Cdp la garanzia assoluta di interessi al 5,69 per cento fino al 2037 anche in presenza di una forte riduzione dei tassi d’interesse», dice Panteghini. Dall’altro una penale stratosferica per l’estinzione anticipata anche parziale (calcolata su debito residuo e differenziale di tasso), che varia dai 70 ai 90 milioni e di fatto costringe a mantenere il contratto fino a scadenza naturale. A più riprese ci sono state anche iniziative parlamentari, da quella del deputato bergamasco Pd Antonio Misiani di due anni fa all’ultima del pentastellato Giorgio Sorial la settimana scorsa. Ma il blocco della rinegoziazione per le società partecipate da enti pubblici (il caso di Brescia pare sia quasi unico) ha sempre resistito. L’UNICA OTTENUTA dalla Loggia è stata quella del giugno 2016 in regime di equivalenza finanziaria, che ha portato il tasso al 5,27 a fronte di un ammortamento prolungato al 2045. Il solo vantaggio è stato far scendere la rata annuale a 7,7 milioni con un minore esborso di 1,6 all’anno in parte corrente. Panteghini ieri ha reso nota la decisione dell’azione legale insieme al sindaco Del Bono, all’assessore alla Mobilità Federico Manzoni e al presidente del Cda di Brescia Infrastrutture Fabio Lavini, tutti convinti che ormai non c’erano alternative. Brescia Infrastrutture, dunque, ha incaricato Cfo Solutions srl, specializzata in consulenza giuridico-finanziaria e contratti bancari, che nel settembre 2016 con uno studio ha messo in evidenza i profili di illegittimità. E anche per ragioni connesse alla scadenza dei termini di prescrizione, nel febbraio scorso con la Loggia ha avviato la procedura di mediazione davanti al conciliatore bancario, dove Cdp non si è neanche presentata. Dopodiché Brescia Infrastrutture ha incaricato dell’azione giudiziaria il professor Daniele Maffeis, avvocato del Foro di Milano e ordinario di Diritto privato alla Statale di Brescia. E il Comune si è associato. «Non ci avventuriamo in imprese temerarie – sottolineano il sindaco e Panteghini – siamo convinti di essere su una posizione di forza». Del Bono non nasconde la speranza che l’avvio del contenzioso porti alla negoziazione che «permetterebbe di trovare un punto di equilibrio accelerando i tempi nell’interesse della città». «Con beneficio per tutti», aggiunge Lavini. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1