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30.12.2016

Nuova Pinacoteca:
rush finale
nel 2017

Ci vorrà ancora un anno di lavori per veder risorgere la Pinacoteca Tosio Martinengo, gioiello espositivo della città chiuso dal 2009. Ma i nodi più grossi sono stati sciolti e la strada a questo punto sembra in discesa.

«I cantieri procedono secondo cronoprogramma - spiega l’assessore alla Cultura e vicesindaco Laura Castelletti -. Contiamo di terminare la parte strutturale per fine 2017 e successivamente dedicare i primissimi mesi del 2018 agli allestimenti che vogliamo inaugurare con una mostra importante». Si è lavorato all’esterno, interventi sono in corso nel cortile e all’impiantistica. Le gare d’appalto sono per lo più partite e di un grosso lotto è previsto l’avvio a febbraio.

CONSIDERATA la rilevanza dell’edificio, costante è il confronto con la Sovrintendenza con la quale resta in sospeso il solo dibattito sulla collocazione della caffetteria. «La nostra ipotesi è quella di una chiusura tramite vetrata dell’ultima porzione di portico che dà sul giardino - aggiunge il vicesindaco -. Nell’ultimo incontro la Sovrintendenza ha sollevato qualche perplessità. Ma noi abbiamo ribadito l’importanza di avere un locale con accesso indipendente, che sia aperto anche al di là dell’orario del museo».

Nel frattempo, il comitato scientifico con Brescia Musei ha già iniziato il lavoro sugli allestimenti. «Continua il viaggio dei nostri capolavori; dopo Varsavia e Helsinki per fine gennaio saranno ad Enschede, in Olanda. Le prime due mostre hanno avuto molto successo e una buona collaborazione si è instaurata con gli istituti italiani di cultura, sinergie che intendiamo mantenere nel tempo - continua Castelletti -. Concluso questo progetto, il nostro impegno è che per tre anni dall’inaugurazione nessuna delle opere verrà spostata». Rispetto all’idea originaria, più centrata sull’aspetto museale, sta prendendo piede il concetto di un allestimento in stile «casa museo», in grado di suggerire al visitatore l’atmosfera degli ambienti in cui erano originariamente disposti alcuni importanti oggetti prima di confluire nelle collezioni civiche grazie, in particolare, al lascito del conte Tosio. Una scelta museografica in continuità con il ripristino di Palazzo Tosio, oggi sede dell’Ateneo, che verrà messo in campo con il progetto Cult City oggetto di cofinanziamento della Regione Lombardia.

Ma la carne al fuoco in campo culturale per il 2017 è davvero tanta. È ormai avviato il rapporto con Mimmo Paladino che andrà a toccare e valorizzare alcuni importanti spazi pubblici della città (si è già parlato di piazza Vittoria), ma anche nell’area archeologica.

A SANTA GIULIA, l’anno prossimo sarà decisivo per il progetto di ricollocazione della Vittoria Alata da finanziare con l’Art Bonus per un valore totale di circa 900mila euro: «C’è interesse da parte di alcuni imprenditori», assicura Castelletti, anche se nessuno si è ancora fatto avanti concretamente. «Intendiamo anche riallestire il primo tratto del museo di Santa Giulia con un percorso più interattivo per permettere di avvicinarci anche al pubblico giovane, nonché alle scuole che restano una presenza significativa», prosegue.

Archiviata la polemica sull’esiguo numero di visitatori alla mostra «Dada», che continua tuttavia a riscuotere il consenso della critica nazionale e non solo, non cambiano le linee guida della politica culturale della Loggia. «Abbiamo bisogno di fidelizzare i visitatori dei musei, di stabilizzare le presenze. Questo significa innanzitutto valorizzare il nostro patrimonio - aggiunge l’assessore alla Cultura -. L’esposizione con 60 disegni restaurati di Romolo Romani ne è un esempio. Stavano nei depositi, ma grazie ad alcune risorse ricavate dal prestito dell’Angelo di Raffaello siamo riusciti a restaurarli. In passato i fondi erano molti di più, ma questo non era mai stato fatto». Valorizzare quello che di bello la città ha è l’imperativo, e anche l’apertura gratuita dei musei di questa settimana va in questa direzione, «Un lavoro di affezione che sta portando presenze turistiche - sottolinea Castelletti -, ma non solo: anche la recente indagine sulla Web reputation ha rivelato un sentiment positivo nei confronti della città e del patrimonio».

Ancora, nel 2017 si consoliderà il lavoro sul Mo.ca. nell’ex Tribunale, «un luogo della cultura dove l’innovazione fosse al primo posto»: dalla Residenza Idra alla Festa della Musica, alla mostra del Macof, il centro della fotografia, per uno spazio dove«gli inquilini non sono semplici affittuari». A breve Castelletti incontrerà i presidenti dei Consigli di quartiere per fare il punto sulle possibili iniziative nelle biblioteche decentrate, per puntare l’attenzione anche sulle periferie. Un primo passaggio si registrerà da a gennaio con il recupero della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a cui si affiancherà il bando del nuovo Eden per la riqualificazione dell’area posteriore da dedicare ai giovani artisti. Nel frattempo, Moving Culture e Urban Center stanno portando avanti una mappatura dei luoghi della cultura cittadina.

«In questi anni ho potuto toccare con mano, incontrando molti di loro, quanti e di quale levatura siano i soggetti attivi a Brescia nel campo della cultura e della creatività: dal teatro alla musica, dalla danza alla pittura, e poi ancora il fumetto, il cinema, la street art. Brescia è davvero una fucina immensa di realtà che producono e diffondono cultura, da quelle più longeve e istituzionali – come il Teatro Grande o il Centro teatrale bresciano – a quelle più recenti e a volte meno formali, che sono tantissime, impossibili da elencare perché farei un torto a tralasciarne anche solo una, poiché ognuna porta e lascia sul territorio qualcosa di importante. Noi abbiamo cercato soprattutto di mettere a disposizione servizi, spazi, abbiamo creato sinergie che hanno prodotto progetti nuovi. Non abbiamo trascurato nessun tipo di pubblico», è il vanto dell’assessore. La quale ricorda l’impegno importante che l’anno prossimo attende Brescia, tra le province aderenti al progetto East Lombardy 2017, che punta a dare un’offerta più strutturata per la fetta consistente di turismo enogastronomico.

TORNANDO ALLA CULTURA, un interesse specifico è rivolto al Castello di cui si occuperà soprattutto Brescia Musei a cui è affidata la gestione. Sullo sfondo, la necessità di risorse per un effettivo rilancio anche dei contenitori. Urgenti sono alcuni lavori strutturali al Piccolo e Grande Miglio per la risistemazione dei soffitti tarlati.

«Oltre alla valorizzazione del Museo delle Armi, riteniamo importante anche un riallestimento del Museo del Risorgimento con strumenti più interattivi e appetibili», dice. La prospettiva finale è che la parte inferiore del Castello sia specificatamente dedicata al verde, alle passeggiate, al tempo libero mentre quella superiore si strutturi dal punto di vista dell’offerta espositiva.

Molto lavoro insomma attende nell’ultimo scampolo di mandato il vicesindaco che si dice tuttavia soddisfatta di quanto fatto finora «anche grazie ad una bella squadra, di persone molto motivate - conclude Castelletti -. Non cambierei nemmeno una delle persone con le quali lavoro».

Natalia Danesi
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