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12.09.2018

Oggi prima campanella,
con oltre mille
cattedre vuote

Questa mattina la prima campanella è suonata pur avendo grossi problemi con il reclutamento dei «prof»
Questa mattina la prima campanella è suonata pur avendo grossi problemi con il reclutamento dei «prof»

Mancano mille prof. Niente di nuovo sotto il sole. La prima campanella questa mattina trova un quadro scolastico fotocopia degli anni passati. Tante le nomine in ruolo, ma tante le cattedre vuote. E caos per le sostituzioni, con indicazioni e controindicazioni dell'ultima ora, col risultato che fino al 21 non si possono chiamare i supplenti a riempire quei vuoti. Mancano le graduatorie ufficiali, ci sono strascichi e correzioni da effettuare, non si può più nominare con la formula «fino all'avente diritto» che arriva e scalza. I presidi sono bloccati. Devono stare fermi oppure incaricare un poveretto per una settimana, dal 13 al 21 o al 22, visto che il titolare in arrivo ha sempre un giorno di tempo per accettare. Gli stessi sindacati, per evitare girandole, prof con la valigia e alunni che non sanno chi ci sarà quel giorno in aula, premono per un rimando, e buona notte. Il problema è che di docenti ne occorrono molti. Nelle primarie 202, nelle secondarie 250, più spezzoni di ore; 6-700 sono i posti di sostegno. Nonostante si siano effettuate più assunzioni in ruolo dello scorso anno, siamo vicini alla cifra di allora, un migliaio almeno di posti vacanti. Per fare fronte al problema non resterà, in talune situazioni, che ridurre l'orario iniziale, mantenendolo provvisorio. «Tutto è da far risalire ai tempi sbagliati, alla fretta di utilizzare la piattaforma Sigeco che non ha funzionato, facendo slittare le operazioni, manuali come sempre, troppo in avanti» critica Luisa Treccani, segretario generale della Cisl scuola. In via Sant'Antonio hanno chiamato le persone fino a ieri pomeriggio; finito il tempo indeterminato la scorsa settimana, nei primi due giorni di questa sono state distribuite le supplenze di competenza dell'Ufficio scolastico. «È IL SISTEMA CHE NON funziona. Sigeco poteva essere un utile strumento, ma ci si doveva pensare prima e coinvolgendo gli addetti ai lavori. Siamo al solito, come sempre e peggio di sempre. Ci sono scuole, soprattutto le sedi più disagiate, in cui sono volatili 300 ore settimanali. All'Ufficio scolastico, quando si assegnano gli incarichi, siamo ancora al mercato dei poveri, senza nemmeno un banale schermo che indichi le sedi disponibili da aggiornare man mano. È ora invece che i lavoratori vengano rispettati, docenti, Ata, dirigenti. E anche i dipendenti dell'ufficio stesso su cui si va a gravare» rincara Antonella Poli, leader di Flc-Cgil. Come di consueto le scuole si arrangeranno, dilazioneranno gli ingressi, utilizzeranno i docenti del potenziamento, per il sostegno saranno convocati laureati delle altre discipline perché di specializzati non ce ne sono. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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