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14.03.2018

Oggi via Gramsci
ricorda il
poliziotto eroe

Non è mai stato dimenticato e non solo tra chi lavorava con lui. Da oggi a ricordarlo, specialmente alle generazioni che allora non c’erano o erano troppo giovani, ci saranno due luoghi in più. Uno è quello che amava, l’altro quello in cui è iniziata la fine. Per amore della professione, quella di poliziotto. Al nome dell’agente scelto Domenico Prosperi, 33 anni, oggi alle 12 sarà intitolata l’aula magna della Questura di Brescia. E sempre oggi alle 10.30 verrà inaugurata una stele commemorativa in via Gramsci. DOMENICO Prosperi, quell’8 febbraio del 1988, era arrivato in via Gramsci intorno alle nove, qualche minuto dopo. Era stato azionato l’allarme nella filiale della Banca Provinciale Lombarda per una rapina che se andata a segno, avrebbe fruttato poco meno di un miliardo. Arrivò, il poliziotto originario di Colleferro, in provincia di Roma, accompagnato da una giovane collega. Era uno che non perdeva tempo a capire e scelse subito la situazione più rischiosa per sé facendo il possibile per limitare i rischi per la collega. Nel giro di pochi istanti, come Bresciaoggi avrebbe titolato il giorno successivo e come accadeva con terribile frequenza in quegli anni, fu l’inferno. Almeno un centinaio i colpi esplosi. Con il poliziotto colpito in più parti del corpo e uno dei tre banditi ferito in modo tale da farlo apparire molto più grave in quel momento. C’è sangue sull’asfalto di via Gramsci e parecchio è quello del poliziotto di Colleferro. Viene soccorso, in ospedale: prognosi riservata. Lui riesce a parlare a rendersi utile, a confortare anche dal letto d’ospedale. Fino al 19 febbraio. «Un embolia» si dirà poi. Una complicazione che innesca la tragedia, che non lascia scampo a chi sembrava avercela fatta dopo essere sopravvissuto all’inferno di via Gramsci. Quella via Gramsci dove oggi verrà perpetuato il ricordo di un sacrificio che rimarrà impresso nelle cose e nei luoghi e non solo nei cuori e nelle menti di chi ha vissuto, lavorato e amato il mestiere di poliziotto come Domenico Prosperi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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