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martedì, 16 gennaio 2018

Paladino, terza
opzione per la
stazione metrò

Questa è la prima opera immaginata per la stazione FS della metropolitana, poi superata da altre ipotesi (BATCH)

Eugenio Barboglio Scatta la terza opzione alla stazione Fs della metropolitana. Abortita l’idea originale di Mimmo Paladino: una grande terracotta. Tramontata la seconda: un’opera che ricordasse la strage di piazza della Loggia del 1974. Ora spunta la terza versione: un’opera realizzata sul tema della luce. Forse utilizzando luci a led. Un omaggio alla operazione che A2A ha in atto a Brescia di sostituzione degli impianti di illuminazione della città? No, semplicemente Mimmo Paladino, rivedendo la stazione poco prima di Natale, è stato particolarmente colpito dalla capacità riflettente dei muri. Ha così riorientato la sua creatività, cambiando il copione alla sua settantaduesima opera della mostra che doveva chiudersi il 7 settembre ma che è prorogata fino alla prossima estate. PER L’ULTIMA parte di Ouverture dunque i visitatori potranno ammirare finalmente anche la settantaduesima opera: quella annunciata ma mai realizzata per varie ragioni in metropolitana. L’hanno cercata invano, anche in questi giorni di festa. L’hanno cercata poiché era stata annunciata e risultava spesso dalle informazioni che avevano in mano. Ma non sarà, lo abbiamo detto, la grande terracotta 10X8: essa è stata effettivamente forgiata da un artigiano bresciano ma l’azienda che l’aveva commissionata è finita in cattive acque finanziarie e ci ha rinunciato. In pegno l’artigiano si è tenuto l’opera, a quel punto rifiutandola a Brescia Musei che l’aveva inserita nella mostra Ouverture. A quel punto tra il riscatto della terracotta e il suo allestimento alla parete della fermata, i costi sarebbero lievitati eccessivamente. A Brescia Musei non è rimasto che lasciar perdere, lasciandola là nel laboratorio dove era stata creata. Si è quindi pensato ad un’alternativa, di cui parlò Bresciaoggi qualche mese fa: una rappresentazione della strage di piazza della Loggia. Paladino confermò che quello era il nuovo indirizzo, ma di fatto si fermò prima di darvi concretezza. Perplessità erano nate attorno al tema - l’esplosione di una bomba - non unanimemente considerato adatto ad un luogo come una metropolitana. Sicché anche questa ipotesi comparsa attorno all’autunno scorso venne accantonata. NON ERANO più gli aspetti economici, ma l’argomento a fermare la settantaduesima opera. Così anche a Natale turisti con brochure in mano e delusione negli occhi. Ma Brescia Musei non si è data per vinta, anche perché l’opera, quale che sia, in metropolitana non resterà come le altre fino all’estate, ma per tre anni. Dunque i turisti avranno tutto il tempo per rifarsi. Sarà però un’altra cosa dai tentativi precedenti: niente terracotta, niente temi delicati. Spazio alle luci. Il progetto non è ancora noto, va definendosi nell’immaginazione dell’artista campano. Con la Pinacoteca e la mostra di Tiziano e il cinquecento, la primavera della cultura bresciana vivrà anche l’inaugurazione dell’ultima opera di Ouverture. Alla stazione Fs treni puntuali, arte in ritardo. Ma pare proprio che ora sia solo una questione di tempo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA