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10.02.2019

Pasini e Bonometti uniti: «Tutti in piazza per la Tav»

Il presidente Pasini e Bonometti
Il presidente Pasini e Bonometti

«Se il Governo bloccherà la Tav allora chiederemo a Confindustria di scendere in piazza e protestare». Così Giuseppe Pasini, presidente degli Industriali di Brescia, ha bollato il Governo di «incompetenza» davanti alla platea riunita alla Cà Nöa per riportare la politica al centro della discussione territoriale. «Dobbiamo combattere queste posizioni - ha spiegato Pasini dal palco del convegno organizzato a Brescia dalle associazioni civiche vicine al centrodestra bresciano -. Quando Brescia ha costruito la sua metropolitana non ha badato ai costi e benefici. Ma domani i nostri figli ci ringrazieranno. Bloccare la Tav è solo una ragione ideologica e non ha fondamento economici. Rischiamo di rimanere tagliati fuori dall’Europa dei grandi». Non solo. A Pasini ha dato la spalla anche il suo predecessore Marco Bonometti, oggi presidente di Assolombarda. «La situazione è molto grave - ha rimarcato Bonometti -. Confindustria è stato il primo partito di opposizione negli ultimi mesi. Quando ci sono decreti che vanno l’interesse dei giovani e del Paese dobbiamo dirlo e invertire la rotta. Solo così possiamo evitare errori che sarebbero fatali per l’economia e il futuro». Bonometti è andato pure oltre senza lesinare attacchi alla politica gialloverde del Governo Pentaleghista. «Da mesi nessuno investe perché non c’è più fiducia - ha proseguito dal palco Bonometti -. L’Europa come l’Italia devono mettere al centro l’impresa è cambiare pelle rispetto a quella con cui era nata. Serve un progetto di infrastrutture europee. Non possiamo permetterci che opere come la Tav vengano fermate da ambientalisti ideologizzati. Dobbiamo cambiare rotta, ma non vogliamo contentini che non servono la crescita». E SUL REDDITO di cittadinanza la linea è chiara con Bonometti che non ha usato mezze parole per bocciare il provvedimento caro a Di Maio: «Il reddito di cittadinanza è diseducativo. Piuttosto dovevano mettere in tasca degli operai più soldi rivedendo il cuneo fiscale. Noi dobbiamo essere in grado di proporre una alternativa credibile». Come dire che gli industriali bresciani hanno idee chiare e progetti diversi rispetto a quelli proposti dal Governo per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia italiana e bresciana. Posizioni dure che faranno i conti con il Governo ad iniziare dalla fronda No-Tav.

GIU.S.
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