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14.03.2018

Penalisti in sciopero
per la riforma
mancata

Da sinistra Amato, Bazoli, Porreca, Cavaliere e Bezzi nella sala all’ingresso del carcere di Verziano
Da sinistra Amato, Bazoli, Porreca, Cavaliere e Bezzi nella sala all’ingresso del carcere di Verziano

Due giorni di astensione dalle udienze penali e da qualsiasi attività giudiziaria per accendere i riflettori sulla mancata attuazione del progetto di riforma dell’ordinamento penitenziario italiano. Anche gli avvocati penalisti iscritti alla Camera penale della Lombardia Orientale stanno aderendo in queste ore alla mobilitazione nazionale per esprimere la necessità di portare a compimento il percorso di miglioramento del sistema detentivo italiano previsto dalla Legge Orlando del giugno 2017. Le ragioni della protesta, condivise dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Brescia, risiedono nella situazione di stallo che si è creata a seguito del parere negativo della commissione Giustizia del Senato, che ha bocciato il decreto legislativo con cui il Governo Gentiloni avrebbe voluto portare a termine il cammino di riforma prima della fine della legislatura. La volontà di semplificare i provvedimenti, eliminare automatismi e preclusioni, investire in misure alternative e lasciare al magistrato di sorveglianza la facoltà di valutarne l’efficacia caso per caso è stata osteggiata dall’opposizione, in particolare dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, secondo i quali la riforma avrebbe rappresentato l’ennesimo provvedimento svuota carceri. Convinti dell’urgenza di ribadire il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena, i penalisti bresciani hanno fatto sentire la propria voce, anche con lo sciopero della fame, auspicando dal Governo uno sforzo finalizzato al- l’ultimazione dell’iter legislativo. L’APPELLO è stato lanciato ieri nel corso di una conferenza stampa alla Casa di reclusione di Verziano, alla quale hanno partecipato il presidente della Camera penale di Brescia Andrea Cavaliere, la consigliera Stefania Amato, il numero uno della Lombardia Orientale Eustacchio Porreca e l’avvocato Gianluigi Bezzi dell’Osservatorio carceri. «Riteniamo il contenuto della riforma, in particolare l’accento sul ruolo riparativo della giustizia e sul coinvolgimento del detenuto in attività professionali e di volontariato, fondamentale per rimettere al centro di ogni intervento la dignità della persona», ha commentato Porreca. «Le statistiche dimostrano che laddove si predispongono pene alternative la recidiva scende al di sotto del 20%, mentre in caso di detenzione tradizionale la probabilità che il recluso commetta lo stesso reato è dell’80%», ha precisato Bezzi. Dello stesso parere Amato, secondo cui «è necessario contrapporsi a una certa propaganda elettorale che ha fatto leva su logiche securitarie senza considerare i dati di fatto, ossia il netto calo dei delitti registrato nel 2017». Solidarietà agli avvocati è stata espressa dall’onorevole Alfredo Bazoli, che nella scorsa legislatura è stato membro della Commissione Giustizia alla Camera, il quale si è detto pronto a «impegnarsi in sede politica affinché si possa concretizzare una riforma capace di garantire, con interventi volti al recupero della persona, più sicurezza ai cittadini». •

Davide Vitacca
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