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lunedì, 23 ottobre 2017

Pensionato
deceduto in casa
da due mesi

La palazzina di viale Bornata nella quale risiedeva il 65enne FOTOLIVE (BATCH)

Era in salotto, senza vita. Morto da almeno due mesi e in evidente stato di decomposizione. Drammatica la scena che ieri mattina si è presentata agli occhi dei carabinieri intervenuti in viale Bornata perché chiamati dalla proprietaria di un appartamento. Il suo inquilino da tempo non rispondeva, né pagava l'affitto.

I tentativi di mettersi in contatto con lui erano falliti e i sospetti che potesse essere accaduto qualcosa, erano sempre più insistenti. Del pensionato di 65 anni, ex dipendente di una banca, non si avevano più notizie semplicemente perché il suo cuore aveva cessato di battere e in casa, per chiamare soccorsi, non c'era nessuno. Viveva solo in quanto celibe. Probabilmente una di quelle solitudini che riempiono drammaticamente la vita di certe persone. Legami familiari recisi per scelta o inevitabilmente dissolti con lo scorrere degli anni. O semplicemente distanti. Non una chiacchierata da fare, non una mano da stringere nel bisogno. Un isolamento che, quando arriva la morte, continua il suo percorso nel silenzio. Fino al giorno in cui la tragedia si rivela in tutta la sua disperazione. Così è accaduto ieri, quando i carabinieri sono riusciti a entrare nell’appartamento che era chiuso da dentro. Tapparelle abbassate e un buio compatto, reso ancora più pesante dall’aria che, nonostante fosse riuscita a filtrare grazie alla finestra aperta, annunciava ciò che di lì a poco avrebbero trovato.

I militari hanno chiesto l’intervento anche del personale sanitario al termine del quale è stato constatato il decesso del 65enne per arresto cardiocircolatorio riconducibile a pregresse patologie da cui era affetto. Dopodiché i carabinieri di piazza Tebaldo Brusato hanno informato l’autorità giudiziaria che ha disposto l’affidamento della salma ai familiari. E in poche ore è calato il sipario su una delle tante esistenze che ci scorrono a fianco senza che ci si accorga di quanto la vita sia solitaria, certe volte. Accade, non troppo di rado.

LO SCORSO giugno, in via Ciotti a Montichiari, così è morto Carmine Pepe, un docente in pensione di 78 anni. Viveva da solo e i vicini non vedendolo uscire di casa da una settimana, insospettiti da un penetrante tanfo e sospettando la tragedia avevano chiamato carabinieri e vigili del fuoco. Un infarto aveva stroncato l’anziano. Solo, ma con due fratelli, uno residente a Milano e l’altro ad Ancona. Lontani, appunto.

Lo chiamano «dramma della solitudine», ma la solitudine non guarda ai numeri. Si ricorderà il dramma di Mompiano. Era l’agosto dello scorso anno quando in via Villasca Giovanni Mecca, ex professore di 87 anni, fu ritrovato semi-mummificato. Al suo fianco la moglie Lucia. Vegliava il consorte come se fosse vivo.