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03.11.2017

Per i due amici
l’ultimo viaggio
sarà in Romania

Il luogo dello schianto e la vettura accartocciata dopo l’impatto con una cabina di cemento che è costato la vita ai due giovani
Il luogo dello schianto e la vettura accartocciata dopo l’impatto con una cabina di cemento che è costato la vita ai due giovani

Torneranno in Romania i corpi di Pietro Joia (13enne residente a Rudiano) e Francesco Gheorghe, (17enne residente a Pontoglio). Così hanno voluto i loro genitori dopo che il magistrato ha dato il nulla osta alla sepoltura dei due giovanissimi, morti mercoledì in via Cherio a Palosco (Bergamo), in un incidente stradale. I due erano originari di Craiova, nel sud della Romania. La tragedia è avvenuta poco dopo le 16 di mercoledì: tutti, a eccezione del conducente della Ford Focus, frequentavano il Centro di formazione professionale di Chiari, come ricorda uno dei loro insegnanti, il rudianese Angelo Brocchetti, docente di meccanica e assessore all’istruzione a Rudiano. Per il Cfp di Chiari un anno nefasto: a marzo lo studente Andrea Faoro, 17 anni, era annegato mentre faceva kayak, mentre un mese più tardi Angelo Drizza, anche lui 17enne, ha perso la vita in un incidente automobilistico avvenuto nel Piacentino. Intanto si apprende dell’arresto del conducente, 24enne romeno di Cividate al Piano (Bergamo), che i carabinieri hanno fermato su istanza del magistrato per omicidio plurimo e il sospetto di fuga. Il giovane, praticamente illeso, si era infatti allontanato dalla vettura avvicinandosi a casa, dove è stato trovato dai militari dell’arma. Ma i parenti di Pietro preferiscono minimizzare: «parlare di fuga per chi si allontana dopo una tragedia di questo genere per noi non è prudente. Negli attimi immediatamente successivi a una tragedia così c’è da mettere in conto anche il trauma psichico che si può subire». Le due vittime viaggiavano insieme ad altri tre amici, pure romeni, su una Ford Focus, che ha improvvisamente sbandato ed è uscita di strada finendo contro una cabina in cemento di rimontaggio idrico. L’impatto è stato devastante. La dinamica è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Treviglio. I genitori di Pietro, fino a ieri sera, non sapevano ancora nulla dell’accaduto: la madre Natalia è infatti gravemente ammalata, mentre il padre Dorel era all’estero ed è stato contattato con la scusa di un incidente grave, sapendo soltanto ieri sera la verità. Una verità che hanno invece conosciuto subito i fratelli Vasile, Florin e Ionit, tutti e tre da subito al corrente di quanto avvenuto.

VASILE è stato il primo ad accorrere sul luogo dell’incidente, tentando di proseguire disperatamente la rianimazione dopo che i sanitari avevano dichiarato morto il fratello. Forse anche uno scherzo del destino è alla base di questa sciagura: «Il fratello Vasile – spiegano i parenti – era andato a Palosco a ritirare Pietro ma lo ha mancato di pochi minuti. Poco dopo è avvenuta la tragedia. Pietro era un ragazzo in gamba – spiegano gli zii – usciva di rado e questa era la prima uscita fuori paese insieme agli amici. Aveva trascorso la notte di Halloween dormendo da uno di loro e alle 15 sono passati a prenderlo in auto per un viaggio che ce lo ha portato via». Pietro e Francesco sono morti sul colpo.

Massimiliano Magli
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