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12.02.2018

Per il Carnevale
in città protagonisti
i quartieri

Coriandoli e maschere in piazza per la gioia dei più piccoli FOTOLIVE
Coriandoli e maschere in piazza per la gioia dei più piccoli FOTOLIVE

Quartieri protagonisti nella domenica di Carnevale in città. In alcuni oratori c'è stata la festa in maschera, in altri sarà domani, anche sono lontani gli anni in cui le periferie erano attraversate dai carri che si riunivano poi in un'unica sfilata verso il centro cittadino.

PROPRIO nella speranza di ritornare a quell'unità degli oratori, quattro parrocchie della zona sud (Santa Maria in Silva, Don Bosco, San Giacinto e Beato Palazzolo) da anni organizzano la festa con carri e sfilata per le vie e festa finale in uno dei quattro oratori, a rotazione. L'appuntamento per la sfilata dei carri ieri era a San Giancito, da lì corteo verso via Sardegna, dove si trova la parrocchia di Santa Maria in Silvia che quest'anno ha ospitato la festa conclusiva. «E' un'occasione di festa in cui le diversità (di provenienza, cultura, religione e storie) si ricompongono e insieme camminano -, aveva annunciato Don Fabio Corazzina, che ieri, travestito da indiano d'America, ha ribadito: - oggi ognuno festeggia la sua appartenenza in una dimensione condivisa di gioia. Una festa a costo zero, costruita da tutte le famiglie della nostra comunità: pachistani, cinesi, africani...». In realtà ieri l'appartenenza dei frequentanti la parrocchia di Santa Maria in Silva, un oratorio storicamente multietnico e che accoglie anche famiglie di religione Sikh e musulmana, era quella alla tribù dei Pellerossa, il tema scelto da questa parrocchia per la sfilata e per l'allestimento degli spazi del cortile. Gli altri tre oratori della zona sud, che si sono ritrovati nel piazzale dell'oratorio San Giacinto, hanno scelto altri temi per il rispettivo carro: il cavallo di Troia e la mitologia greca per quello di Don Bosco, la magia per quello del Beato Palazzolo e la libertà degli animali per quello di San Giacinto. «Abbiamo lavorato sul concetto di libertà e rispetto della natura», hanno spiegato Beppe Romano e Enrico Mazzetti, tra gli organizzatori più impegnati.

QUESTO al fine di lanciare un messaggio profondo, puntando anche a limitare l'utilizzo di armi giocattolo e travestimenti bellici. Per don Corazzina «è una questione di educazione, prima di tutto degli adulti e che ha bisogno di lunghi percorsi. Vietare le armi giocatolo alle nostre sfilate non avrebbe senso, i divieti non risolvono i problemi».Sotto tono invece il Carnevale in centro, anche se le vie principali si sono tinte dei mille colori dei coriandoli, lanciati dalle mascherine che ieri hanno passeggiato in città. Nessun evento organizzato, ma piazza Loggia e piazza Duomo hanno fatto da sfondo a gruppi di bambini che spontaneamente si sono ritrovati a giocare, accompagnati dai loro genitori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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