CHIUDI
CHIUDI

03.01.2015

Percorso turistico tra le torri
per una Brescia vista dall’alto

La torre del Broletto, in piazza Paolo VI, è la più antica di Brescia I «Macc de le ure» in piazza Loggia. Tone e Batista battono l’ora esatta dal XVI secoloLa torre della Pallata, in corso Garibaldi, fu edificata nel 1253 Il centro della città visto dall’alto della torre del Broletto alta 54 metri e risalente al XII secolo
La torre del Broletto, in piazza Paolo VI, è la più antica di Brescia I «Macc de le ure» in piazza Loggia. Tone e Batista battono l’ora esatta dal XVI secoloLa torre della Pallata, in corso Garibaldi, fu edificata nel 1253 Il centro della città visto dall’alto della torre del Broletto alta 54 metri e risalente al XII secolo

Ammirare il centro storico dall’alto di una torre medievale è uno dei percorsi visivi ed esperienziali che gli amanti delle città d’arte cercano di effettuare ogni qualvolta si trovano in una nuova destinazione turistica. Sarebbe un’offerta che nel centro storico di Brescia si potrebbe realizzare facilmente, dato che lo skyline della città è puntellato da torri antiche e da campanili, alcuni addirittura arricchiti da importanti e vetusti orologi. Purtroppo nessuna delle torri è al momento in grado di soddisfare la curiosità degli interessati, siano loro turisti bresciani o forestieri. Anche le tre più importanti dotate di orologi (quelle del Broletto, della Pallata e di piazza Loggia) sono chiuse al pubblico «potendo essere visitate solamente dall’esterno» come spiegano all’Info point di via Trieste.

La più alta (54 metri) e antica è la torre del Broletto (o del Popolo), di piazza Paolo VI, che presenta un quadrante da entrambi i lati. Di essa si hanno le prime notizie nel 1198 quando il Comune la usava per richiamare alle adunanze il consiglio e il popolo. A parte alcuni occasioni sporadiche di visite guidate organizzate in passato dal Comune, la torre del Pegol non è mai aperta.

La Pallata, alta 32 metri, fu invece edificata nel 1253, come riporta un capitello murato sul lato nord. Nel corso dei secoli lì fu custodita la cassa del Comune e di seguito fu trasformata in prigione fino a diventare anch’essa un monumento chiuso. L’orologio è stato collocato con una delibera dell’amministrazione della città nel 1461.

L’ultima torre, costruita sotto la dominazione veneziana, è quella dell’orologio astronomico di piazza Loggia chiamata familiarmente «Macc de le ure», riferendosi ai due automi giganti (Tone e Batista) ricoperti da lastre di rame lavorate a sbalzo, che dal XVI secolo battono con le loro mazze l’ora esatta.

Nel corso dei secoli tutte le tre torri hanno subito lavori di restauro o di ripristino del meccanismo dell’orologio.

Uno degli enti che si sono impegnati a salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale e storico cittadino è il Fondo Ambiente Italiano attraverso la delegazione di Brescia. Proprio il Fai ha curato l’ultimo restauro dell’orologio astronomico di piazza Loggia, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria è affidata all’Associazione per il Restauro degli Antichi Strumenti scientifici (Arass) di Brera a Milano. Per anni il Fai di Brescia ha portato all’attenzione delle autorità locali l’importanza di sviluppare itinerari culturali che promuovessero le torri. Durante le Giornate di primavera o di autunno, quando il Fai apre i portoni dei palazzi o dei monumenti che solitamente sono preclusi al pubblico, sono state organizzate visite all’orologio di piazza Loggia e alla torre del Broletto nel 2003, mentre nel 2006 è toccato alla Pallata. Poi più nulla. «In questo momento le torri sono chiuse al pubblico – dichiara la capo delegazione del Fai di Brescia, Federica Martinelli -. Il Comune ha aperto occasionalmente la torre del Popolo. Questa in teoria sarebbe accessibile, però non essendo ancora “musealizzata” per renderla fruibile in sicurezza rimane chiusa. Alla torre di piazza Loggia si potrebbe invece arrivare per visitare il meccanismo posto dietro al quadrante, ma bisogna attraversare un passaggio privato che da anni è in ristrutturazione. E così l’accesso è impossibile. Infine la Pallata è stata parzialmente restaurata gli anni scorsi, ma non e ancora aperta».

UN PERCORSO turistico tra le torri sarebbe una proposta accolta con grande interesse da tutti, come per esempio succede da anni- senza andare molto lontano- nella vicina Lonato dove la torre civica è aperta alle visite grazie ai volontari dell’associazione storico archeologico naturalistica «La Polada» dando in questo modo l’occasione agli amanti della cultura di scoprire i segreti dell’orologio antico.

Dopo la sensibilità dimostrata dal Comune al patrimonio storico e artistico della città offrendo al Fai una sede in piazza Loggia in cui ospitare un centro di documentazione sui «Macc de le ure» e sul centro storico, i cittadini e i turisti non possono che sperare ancora di più nell’imminente apertura delle tre torri della città.

Simona Valan
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1