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giovedì, 20 settembre 2018

«Più forza
ai valori
democratici»

11 settembre 2001: una data che, a 17 anni di distanza, rischia seriamente di rientrare nel calendario delle ricorrenze obbligate, ufficiali, istituzionali, ma, forse, poco sentite. Un rischio chiaro al sindaco di Brescia Emilio del Bono, come egli stesso ha ammesso ieri mattina durante la commemorazione dell’at- tentato al World Trade Center, tenutasi al parco «Torri gemelle» di via Spalto San Marco, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti di tutte le associazioni d’arma, delle istituzioni e del viceconsole del Consolato americano di Milano Adam Leff. «Queste occasioni non sono occasioni routinarie durante le quali esprimiamo un sentimento solo di memoria – ha esordito il sindaco dopo esser stato introdotto dalla vice Laura Castelletti –, sono un momento nel quale si rinsaldano, si rinnovano, si rinvigoriscono le ragioni e le motivazioni per cui oggi noi sentiamo la ricorrenza dell’anniversario dell’attentato alle Torri gemelle come una profonda ferita. Noi, figli di una grande famiglia umana, non possiamo non essere vicini alle quasi tremila vittime di quell’attacco che era agli Usa ma anche ai valori civili dell’Occidente e che sono punto di riferimento per i sistemi democratici e per le libertà civili». Anche il viceconsole Leff ha sottolineato l’importanza di «una commemorazione che conferma, a distanza di tanti anni, l’amicizia che lega i nostri due paesi. Ripercorrere la storia e i tragici eventi del passato può portare conforto nel momento in cui condividiamo il dolore e il ricordo delle vittime». TRA LE VITTIME vi sono stati tanti soccorritori appartenenti a diversi corpi delle forze dell’ordine, in primis i pompieri che quel giorno hanno portato il loro contributo «eroico», perché, ha osservato il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Brescia Agatino Carrolo, la loro azione di salvataggio «andava oltre le possibilità di tanti vigili del fuoco, i quali andarono incontro al loro destino». Ma la caratteristica di ogni vigile del fuoco, ha aggiunto, «è andare oltre. In quell’evento tremendo si è ritrovato lo spirito di corpo di tutti i vigili del fuoco del mondo». Non a caso la divisa dei pompieri spiccava durante la cerimonia di ieri, iniziata con l’alzabandiera tra le note degli inni nazionali statunitense e italiano e, dopo i discorsi, conclusasi con un minuto di silenzio e la deposizione di una corona d’alloro al monumento che dal 2002 è stato eretto al parco, eseguito da Rita Siragusa. Onori quindi ai pompieri ma anche a tutte le associazioni d’arma presenti, arrivati da tutte le istituzioni civili, dal prefetto Annunziato Vardé al sindaco accompagnato dalla giunta pressoché al completo. Istituzioni accomunate dalla volontà di trasmettere il medesimo messaggio: «Quell’attentato terroristico, il più grave del dopoguerra, voleva essere un attentato alle nostre libertà, ma, nonostante l’inaudita crudeltà di Al Qaida, la democrazia è uscita sempre più forte e vincente», ha osservato il prefetto. Concorde ma con più cautela, il sindaco, soprattutto sulle insidie del presente, poiché, ha ricordato «non c’è mai un valore, un diritto, conquistato per sempre. In questa stagione i valori che stanno alla base delle nostre alleanze si presentano con una fragilità maggiore: alcuni paesi che erano democratici stanno regredendo e questo vuol dire che è ancora maggiore il compito che sta sulle spalle dei paesi civili e democratici dell’Occidente e degli Stati Uniti. Lo dico perché in questo momento tira un’aria di chiusura, di nazionalismo che è esattamente la smentita delle alleanze tra popoli che condividono gli stessi valori. Nostro compito, non facile, è quelle di garantire a tutti i diritti che pretendiamo per noi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA