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23.07.2016

Piazza della Loggia, riconosciuto Toffaloni

La fotografia in cui si vede un giovane (nel cerchio) che potrebbe essere Toffaloni ARCHIVIO STORICO CINELLIManlio Milani, a destra,  con i legali, dopo l’udienza  FOTOLIVE
La fotografia in cui si vede un giovane (nel cerchio) che potrebbe essere Toffaloni ARCHIVIO STORICO CINELLIManlio Milani, a destra, con i legali, dopo l’udienza FOTOLIVE

Poco meno di un’ora per quel salto nel passato di sangue e terrore. Fino a 42 anni fa, con l’istantanea che ritrae la tragedia immensa di un uomo accanto al corpo di un fratello straziato. Ma in cui si vede anche un giovane che, dopo 90 giorni di accertamenti su quella foto, potrebbe essere Marco Toffaloni. Il condizionale è dovuto al fatto che nelle relazioni dei periti si parla di «identificazione probabile tra il soggetto ripreso in occasione della strage avvenuta in piazza della Loggia di Brescia in data 28.5.1974 e il Toffaloni Marco». È una delle due risposte ai quesiti posti dal gip Daniela Martino ai due periti del Ris di Parma: Saverio Paolino e Vincenzo Nobile. E l’inchiesta è quella aperta dalla procura dei minori di Brescia sulla strage di piazza Loggia. Toffaloni, veronese, attualmente residente in Svizzera, era minorenne all’epoca dei fatti. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta sull’eccidio che il 28 maggio 1974 provocò 8 morti e più di 100 feriti è dovuto, inizialmente, a quanto dichiarato dal testimone Giampaolo Stimamiglio. A lui Toffaloni avrebbe detto: «Ho avuto un ruolo non marginale nella strage di piazza della Loggia».

SONO STATI poi i carabinieri di Verona, passando al setaccio le fotografie raccolte durante le indagini a ipotizzare che una delle persone presenti in piazza Loggia nelle ore successive allo scoppio della bomba assomigliava a Marco Toffaloni.

A quel punto è scattata la ricerca di fotografie di Toffaloni risalenti all’epoca della strage e ne sono state sequestrate diverse da parenti residenti in varie province del nord Italia.

Nei mesi scorsi è stata disposta la perizia e ieri in aula era prevista la discussione, trattandosi di un incidente probatorio, davanti a tutte el parti. Ma tutto si è svolto molto velocemente, oltre alla perizia è stata acquisita la relazione del consulente della procura. C’è quindi questa foto scattata in piazza Loggia in cui si coglie innanzitutto la tragedia che colpì la famiglia Trebeschi. Ma in secondo piano c’è la folla ammutolita, con gli addetti al servizio d’ordine che formano una catena umana. Spunta, dietro due di loro, sulla destra, la testa di un giovane. E secondo i periti quel giovane, probabilmente, sarebbe Marco Toffaloni.

Si è dovuto lavorare raffrontando fotografie datate e quetso non ha certo agevolato. Ma ci si è mossi su diversi fronti. Quello della statura, per esempio che secondo i periti, era compresa tra 1,72 e 1,75 metri e Toffaloni, alla visita militare a cui si sottopose in quel periodo, risultò alto 1,74 metri. Ci sono poi la natura dei capelli, la riga, l’attaccatura.

La fotografia scattata in piazza Loggia, quindi secondo i periti molto probabilmente può aver ripreso Marco Toffaloni. Lo stesso Toffaloni, che a quanto si è appreso frequentava Brescia in quel periodo. Toffaloni che andava allo stesso poligono frequentato, a Verona, da Carlo Digilio, veneziano, l’esperto d’esplosivi, che avrebbe avuto un ruolo nella strage, con Marcello Soffiati, veronese, anch’egli morto da tempo. Collegamenti, quindi, tra Verona e Brescia.

Toffaloni, rispetto a Soffiati e Digilio, è vivo e abita in Svizzera, dove tempo fa gli inquirenti della procura dei minori di Brescia sono andati per interrogarlo. Lui si è presentato, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Una procura che sta lavorando a pieno ritmo quindi anche se la chiusura dell’inchiesta deve avvenire entro il prossimo mese di settembre. Una scadenza che non può non indurre a considerare la mole di lavoro che si ritrova ad affrontare la procura dei minori di Brescia, la cui competenza è distrettuale e quindi per quattro province. Tutto ciò va considerato anche alla luce di un eventuale processo nei confronti di Toffaloni e dell’impegno che richiederebbe per tutte le parti e quindi anche per la procura dei minori già subissata di lavoro.

Nel frattempo, però il Procuratore generale Dell’Osso, si è già attivato con il Ministro di giustizia per una proroga normativa delle indagini, come già avvenuto a Brescia in passato.

Mario Pari
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