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17.01.2018

«Piazza Vittoria,
mercatino
da salvare»

Il mercatino in piazza Vittoria. Con le nuove regole bancarelle a rischio dimezzamento
Il mercatino in piazza Vittoria. Con le nuove regole bancarelle a rischio dimezzamento

Natalia Danesi Anche il mercatino di piazza Vittoria rischia di finire sotto la scure della direttiva Bolkestein e della legge regionale che ne ha determinato l’applicazione, stabilendo la riassegnazione tramite bando dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Un meccanismo che potrebbe, nei fatti, determinare una «cura dimagrante» per la storica manifestazione che puntuale, ogni seconda domenica del mese, anima i portici con bancarelle di antiquariato, vintage, modernariato richiamando un vasto pubblico di aficionados. IL MERCATO è costituito da un nucleo di commercianti storici, a fianco dei quali ci sono poi da tradizione una serie di «spuntisti». Ambulanti che vengono da fuori e che, di domenica in domenica, comunicano a ridosso della data la loro disponibilità a partecipare. Arricchendo l’offerta e l’appeal della manifestazione. La Regione, con la delibera di giunta del 27 giugno 2016, ha stabilito un nuovo sistema di assegnazione dei posteggi. Quelli del mercatino di piazza Vittoria sono stati considerati posteggi isolati, sottoposti a bando, e non sono più concesse spunte. «Al bando del Comune - spiega Luciano Frassine, antiquario e referente dell’Associazione antiquari, restauratori e rigattieri - abbiamo partecipato in una ventina. Solo questi sono autorizzati, a partire da gennaio, ad esporre». I posteggi potrebbero, in linea teorica, essere molto di più, anche fino a cinquanta. Ma gli altri, gli ambulanti che si aggiungono «all’ultimo minuto», oggi non sono più considerati in regola. «Se non cambierà qualcosa dovremo ridurre in modo stabile la manifestazione - spiega Frassine -. Il che significherebbe, sulla lunga distanza, farla morire. Abbiamo chiesto un incontro al Comune e ci sono già state date rassicurazioni. Il nostro è diverso da un mercato di frutta e verdura, pensiamo dunque che servirebbe una deroga». Nell’annunciare l’appuntamento del 14 gennaio scorso sulla pagina Facebook del mercatino era stato rilanciato l’appello. «È un momento importante per noi, di probabile cambiamento - si leggeva -. Stiamo lavorando e sperando che il nostro mercato venga legittimato, riconosciuto come uno dei più importanti e storici della provincia. Con tutte le difficoltà e le imperfezioni, è uno dei quattro mercatini dell’antiquariato realizzati da commercianti, come previsto dalla recente legge regionale che riconosce la possibilità di vendere merce usata solo a coloro che sono in possesso dell’autorizzazione alla vendita itinerante rilasciata dal Comune. Tante cose sono cambiate da quando il mercatino è nato ma siamo qui, con la nostra forza e voglia di migliorare». DALLA LOGGIA la conferma che si farà il possibile per risolvere il problema: «Nei prossimi giorni con lo Sportello unico delle attività produttive e gli uffici cercheremo di trovare una soluzione tecnica», assicura Antonio Massoletti, consulente del sindaco sui temi del commercio. L’ipotesi è di riportare la manifestazione al rango di mercato, il che consentirebbe di tornare al vecchio metodo. Per la seconda domenica di febbraio la situazione dovrebbe essere più chiara. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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