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giovedì, 23 novembre 2017

Pinacoteca,
i privati
restaurano le opere

In vista della riapertura della Pianacoteca Tosio Martinego, la Fondazione Brescia Musei ha commissionato alcuni restauri di opere: tele e sculture. In tutto quelle che hanno bisogno di un maquillage prima di mostrarsi sulle pareti della galleria sono sedici: i restauri di dieci di esse sono già stati finanziati da sponsor privati sia attraverso l’Art Bonus che no. Ci hanno pensato aziende ma anche associazioni ed enti. Come la Camera di commercio, che ha scelto di sostenere i costi del restauro di un Vincenzo Foppa, e precisamente della cosiddetta «Pala dei Mercanti», tra le opere che hanno girato i musei d’Europa (Polonia, Finlandia e Olanda) con l’iniziativa «Pinacoteca in viaggio».

Non è a caso che la Camera di commercio abbia scelto quella pala e non un’altra del Foppa. Ad esempio, per Santa Apollonia e San Giovanni Battista a pagare le spese è la Almag spa. E’ perchè è un’opera di proprietà di via Einaudi, data in deposito alla pinacoteca. Un deposito assai datato, in verità: risale ad oltre cent’anni fa, al 1913, quando - ha spiegato Roberta D’Adda di Brescia Busei - l’allora sovrintendente cominciò a raccogliere sul territorio le opere di autori bresciani per dar corpo al patrimonio della pinacoteca.

DI FATTO, dunque, la Camera di commercio interviene sul proprio patrimonio. Un meccanismo che invece non vale per le altre realtà private che si sono rese disponibili a ridare smalto alle opere che da Santa Giulia, dopo anni di esilio, questa primavera torneranno nella rinnovata struttura di via Martinengo da Barco. La «Pala dei Mercanti» raffigura la madonna con il bambino e i due santi patroni: Faustino e Giovita. Il legame con la Camera di commercio è antico, risale alle origini dell’opera, ordinata al pittore - hanno ricordato il presidente della CdC, Giuseppe Ambrosi e il segretario generale Massimo Ziletti - nei primi anni del Cinquecento dalla Confraternita dei mercanti, qualcosa che con qualche libertà potremmo considerare un’antenata della associazione di via Einaudi. La pala presenta il classico impianto con la madonna seduta su un trono, i due santi al suo fianco e al di sotto un tappeto. Elemento per niente insolito nei quadri dell’epoca e che richiama, venendo all’oggi, il progetto del museo del tappeto con i pezzi della collezione Zaleski donata alla Fondazione Tassara. Che nelle migliori intenzioni dell’amministrazione comunale dovrebbe occupare gli spazi della Crociera San Luca: progetto però che sta incontrando molte difficoltà. L’assessore alla Cultura Laura Castelletti e il direttore di Brescia Musei, Luigi Di Corato hanno ricordato il ruolo virtuoso della Camera di commercio come partner della Loggia nella valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, collaborazione confermata su varie iniziative nonostante l’uscita di via Einaudi dalla Fondazione di cui è stata socio fino a due anni fa. Il restauro della tela è affidato a Luisa Marchetti mentre quello della cornice a Giovanna Jacotti. Il costo degli interventi si aggira sui 15mila euro.