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21.02.2019

Piovono miliardi sui
treni. Ma Brescia
resta a secco

Poca attenzione verso  i pendolari bresciani Copiosi gli investimenti sulla rete ferroviaria regionale, ma per Brescia soltanto le briciole
Poca attenzione verso i pendolari bresciani Copiosi gli investimenti sulla rete ferroviaria regionale, ma per Brescia soltanto le briciole

Mimmo Varone MILANO Ferrovie dello Stato vara un Piano di investimenti da 66 miliardi di euro in cinque anni per la sistemazione della rete ferroviaria, quella regionale, stavolta, che sottopone i pendolari a un’odissea infinita. Una cifra che «vale tra lo 0,7 e lo 0,9 del Pil e ci fa una leva fondamentale dello sviluppo economico del Paese», dice l’ad di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti. In Regione Lombardia ne arriveranno 14,6 «per nove grandi progetti strutturali». Oltre la metà, vale a dire 8,5 miliardi, sono già coperti e molti lavori verranno avviati in tempi brevi. Andrebbe tutto bene, ma Brescia fa ancora da estrema periferia dell’impero. Di quella marea di soldi neanche un centesimo verrà speso sulle linee per Parma e per Cremona che nel panorama lombardo spiccano per inefficienza e vetustà. Qualche miglioramento tecnologico è previsto nel tratto Romano-Brescia, ma sulla Milano-Verona non cambierà molto fino al 2022, quando si metterà mano al nodo «centrale» di Milano. E nonostante la marea di soldi messa in campo, i pendolari nostrani incassano un’altra delusione. Eppure il Programma non nasce nelle stanze romane. Tanto Battisti che il governatore lombardo Attilio Fontana precisano che è frutto di un’interlocuzione Fs-Regione avviata dal 31 agosto 2018 e chiusa nei giorni scorsi. «Da allora abbiamo fatto passi avanti concreti – dice Battisti -, abbiamo verificato che il 47 per cento dei ritardi era legato a problemi dell’infrastruttura e alla congestione e ora con il più grande Piano dei prossimi cinque anni cambieremo tutto». Gli fa eco Fontana quando parla di «investimenti massicci come mai si era visto». Che il governatore attribuisce alla «ricostruzione di un rapporto collaborativo con Fs, che ha portato ad affrontare i problemi gravissimi del trasporto locale con grandi interventi sulla rete per innovare il modo di viaggiare in regione». Questo è emerso ieri a Milano, durante la presentazione del Programma Fs fino al 2025 con Battisti, Fontana e l’ad di Rfi Maurizio Gentile. E allora perchè sulla rete bresciana si dovrà continuare a viaggiare alla vecchia e sconquassata maniera? Una spiegazione la dà a margine l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, anche lei presente. «Abbiamo scelto i progetti prioritari più funzionali all’efficientamento dell’intero sistema – dice -, le altre linee non sono abbandonate ma abbiamo fissato delle priorità per non prendere in giro gli utenti». Quanto alla Brescia-Parma, poi, «abbiamo un tavolo tecnico aperto con l’Emilia Romagna per capire come intervenire sui pendolari, che sono soprattutto emiliani - aggiunge l’assessore -, e potremmo utilizzare nuovi treni diesel che oggi sono una valida soluzione all’elettrificazione». I PENDOLARI nostrani ovviamente restano «di stucco». Il portavoce di Sbiancalafreccia Massimo Lazzarini sottolinea subito «i pochissimi interventi al miglioramento del nodo di Milano che governa l’80 per cento del sistema», e gli «interventi tecnici che partiranno dal 2022 e ci lasceranno come siamo ancora per tre anni». Si chiede «a cosa serviranno i raddoppi delle linee per incentivare la capacità se lo snodo milanese non li potrà recepire». E poi, «vero è che a Brescia sono stati fatti grandi interventi sulla Stazione – aggiunge – ma il raddoppio dei binari tra Olmeneta e Cremona sulla Brescia-Cremona resta ancora senza progetto». Insomma, «si spende una quantità di denaro – conclude – ma in modo poco utile per i pendolari». Ed ecco a cosa serviranno i 14,6 miliardi. I primi 3,75 andranno ai nuovi sistemi di segnalamento e distanziamento dei treni per migliorare affidabilità delle linee e regolarità della circolazione sulle Bergamo-Rovato (2019). Infine, 170 milioni verranno spesi per eliminare 110 passaggi a livello, 151 milioni per riqualificare le stazioni di Codogno, Cremona e Romano, 1,6 milioni per la manutenzione ordinaria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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