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20.03.2017

Pm10, la primavera
riaccende
l’allarme

Pm10, la primavera riaccende l’allarme
Pm10, la primavera riaccende l’allarme

L’anomalo anticipo di primavera mette gli alberi in fiore ma rende molto cattiva l’aria di Brescia. E con le previsioni meteo favorevoli all’accumulo di inquinanti fra un paio di giorni potrebbero scattare di nuovo le misure previste dal primo livello del Protocollo regionale.

Ormai sono cinque giorni consecutivi che il Pm10 staziona sopra il livello di sicurezza dei 50 microgrammi per metro cubo (Ug/mc), con punte di oltre il doppio nelle due centraline cittadine di Broletto e Villaggio Sereno. Ma i valori sono superiori in tutti i punti di rilevamento della provincia, e il vento di sabato ha contribuito ad abbassarli un pò, non a farli scendere sotto il livello di guardia. Il «Protocollo» prevede che al settimo giorno consecutivo scattino le limitazioni alla circolazione. Considerando che i dati Arpa si conoscono il giorno dopo, l’Ordinanza del sindaco potrebbe essere firmata già martedì per entrare in vigore mercoledì.

Se le previsioni sono giuste, tuttavia, si dovrebbe fare appena in tempo a scongiurarle. Per i prossimi giorni il clima si manterrà mite, con temperature sopra i 20 gradi. Le prime piogge sono previste nella notte tra il 21 e il 22 prossimo e dovrebbero andare avanti per tutta la settimana. Se così fosse i livelli delle polveri sottili dovrebbero cominciare a scendere proprio nel giorno in cui dovrebbero scattare le misure. Si vedrà. In ogni caso, i mesi che ci stanno alle spalle lasciano un’eredità pesante in tutta la Lombardia. Giovedì scorso ben 7 province lombarde avevano già «bruciato» i 35 giorni di sforamento dei livelli di Pm10 consentiti dalla norma. A Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano, Monza e Pavia la franchigia europea è già consumata, e il prossimo inverno, fino al 31 dicembre, sarà tutto fuori legge.

Ma al di là che scattino o meno le misure del Protocollo regionale, Legambiente invita ad approfittare della primavera anticipata per spegnere le caldaie, con rilevanti risparmi non solo per la bolletta ma anche per la salute. La realtà è che dopo qualche giorno di tregua, le polveri sottili hanno rialzato la testa. A preoccupare, in particolare, sono i picchi registrati, e pure i valori medi. Milano detiene la media peggiore in questi primi mesi del 2017, con 60 ug/mc di Pm10. Brescia è più sotto con 44.4 ug/mc, ma l’impatto sulle patologie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio c’è comunque. «I dati dello studio condotto nel 2012 dall’Università degli studi di Milano – sottolinea Legambiente in un comunicato – dimostrano che ad ogni aumento di 10 microgrammi di Pm10 si registra una crescita della mortalità dello 0,30 per cento in Lombardia».

LA BUONA NOTIZIA è che qualcosa si può fare, e da subito, senza aspettare che lo stato di emergenza sia dichiarato, per alleviare la cappa di smog.

Nei prossimi giorni, e almeno fino alla metà di settimana prossima, la colonnina di mercurio dovrebbe salire ancora, o alla peggio mantenersi stabile, giustificando il completo spegnimento delle caldaie.

«Senza nulla togliere all’imperativo di lasciare a casa l’auto e usare biciclette e mezzi pubblici, invitiamo da subito i cittadini a non attendere l’intervento delle autorità per abbassare i termostati di casa e anzi, se possibile, a spegnere del tutto gli impianti termici – sottolinea Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia –. Riscaldare le case in questi giorni significa consumare combustibili solo per produrre fumi, quindi tanto vale risparmiare sulla bolletta e godersi le temperature che ci regala la primavera anticipata».

Mimmo Varone
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