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29.09.2017

Premio De Tavonatti,
vince la
città migliore

Una città unita, solidale e aperta alla disabilità, che riconosce i meriti di chi opera ogni giorno per renderla migliore. La cerimonia della consegna del premio «Città di Brescia – Albino de Tavonatti» è la rappresentazione della Brescia migliore, che ogni anno celebra persone e associazioni la cui missione è l’inclusione sociale delle persone affette da disabilità.

Ieri il rito si è ripetuto per la tredicesima volta, nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia: a essere premiati sono stati Rinaldo Agosti e Beniamino Ferrari, due volontari bresciani cui è stato attribuito il Grosso d’argento, e tre associazioni: «Mai senza l’altro», «Mamme oltre il muro» e la cooperativa Big bang.

La cerimonia è stata introdotta da Michele de Tavonatti, uno dei figli di Albino, che ha ricordato l’impegno del padre (durato più di 35 anni) nell’Associazione italiana assistenza spastici, «che ha dato loro la possibilità di uscire dalle proprie case e di inserirsi nella vita quotidiana della società civile. Il papà - ha sottolineato - si è impegnato a dare loro dignità, partendo dalle persone e non dalla disabilità».

De Tavonatti fu anche attivo nella vita politica di Brescia, ricoprendo varie cariche in Consiglio comunale per trent’anni; ma fu anche protagonista nella Pubblica amministrazione e nei sindacati, oltre alla sua intensa attività a favore dei disabili, la quale gli è valsa l’intitolazione di un premio dedicato a chi si è distinto in opere di cura, assistenza e integrazione sociale di persone con problematiche fisiche o psichiche.

QUEST’ANNO, il Grosso d’argento – riservato a singole persone che si sono distinte nel campo dell’assistenza ai disabili – è stato attribuito a Beniamino Ferrari e a Rinaldo Agosti. «Si tratta di due persone che hanno saputo per anni e tutt’ora continuano a interpretare lo spirito più autentico del volontariato discreto e concreto: partendo da esperienze personali non facili, le hanno tradotte in una spinta all’impegno quotidiano, generoso e poliedrico», si legge nelle motivazioni che hanno portato alla scelta dei due. Il premio De Tavonatti è invece andato a tre associazioni della provincia: «Mamme oltre il muro», di Borgosatollo e «Gruppo di volontariato mai senza l’altro», di Botticino, che puntano a coinvolgere i disabili nella vita della comunità e la «Cooperativa Big bang», espressione del Centro bresciano down e protagonista, tra le altre cose, del locale «21 grammi», dove ragazzi con la sindrome di down lavorano fianco a fianco con gli altri.

LE TRE REALTÀ sono state premiate per «la costruzione di stabili progetti di socializzazione, integrazione lavorativa, promozione della dimensione umana e sociale».

«Come amministrazione abbiamo cercato di interpretare il ruolo di cerniera tra le disponibilità e le capacità operative che germinano quotidianamente nella nostra città – ha commentato l’assessore al Welfare della Loggia, Felice Scalvini -. Ci riconosciamo come collettivamente coinvolti nella tematica della disabilità, il premio sta diventando un segno di riconoscimento al volontariato personale e ad associazioni che mettono in campo iniziative originali, capaci di essere uno stimolo per la proliferazione di altre azioni analoghe in città e in provincia».

«Il De Tavonatti è la consegna di un premio, ma anche un momento di riflessione e gioia: è bello che la città riconosca le proprie eccellenze», ha commentato il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, analizzando la pratica di classificare le città «con parametri che hanno a che vedere con la materialità, come la ricchezza e gli investimenti: ma è difficile approcciare la graduatoria delle comunità che riescono a vincere la sfida dell’inclusione, in cui permettere di poter sviluppare le proprie capacità. Brescia è esemplare».

Questa, secondo il primo cittadino, è la ricchezza più grande di un territorio: «Le comunità più belle sono quelle dove più alto è il tasso di umanità».

Manuel Venturi
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